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L’universo e l’Isola di Sergio Carlini
Sentite. Se c’è una cosa che si vede bene, ma proprio bene, dall’Isola Blu è il mare, splendido, di un blu profondo, ma anche di grigio azzurro, quando è arruffato nelle giornate di maestrale o di scirocco, e poi sopra la grande cupola del cielo. Certo si vede anche la sorella maggiore, l’isola di San Pietro, a non molta distanza, e più lontano la grande Sardegna. Ma cosa c’è di particolare a parlare del cielo, all’Isola Blu? Beh pensiamo un po’ a cosa non c’è nell’isola, e capirete…. Quante auto ci sono nell’isola? Quanti chilometri di strada aperti al traffico veicolare, quanti parcheggi, curve e rotatorie? Ve lo dico subito: zero. Quindi non c’è traffico, smog, particolato né leggero e neppure pesante, non c’è lo sfrido di pneumatici, e residui carboniosi di carburazioni difettose. Ma parliamo del pianeta ed anche dell’Universo; il nostro pianeta ha un diametro di circa 12.740 km (alquanto schiacciato ai poli) e quindi con una superficie, s.&.o., diciamo di circa 510.000.000.000 km quadrati, e la nostra Isola 0,220 kilometri quadrati, non è molto, ma è una parte importante di quel mondo. Il nostro mondo viaggia nella polvere astrale che crea splendide aurore ai poli quando sono ionizzate, e poi la luce zodiacale, o anche le righe di luce delle stelle cadenti nel cielo la sera di San Lorenzo o quando incrocia la coda delle comete, e noi possiamo esprimere, come eterni bambini, un desiderio. I minuti sassolini ardono come righe di luce nel cielo quando provengono dal esterno del sistema solare a 20'000 chilometri orari (ma anche di più se provenienti dall’esterno di questo), allora si vedono per un attimo prima di essere vaporizzati o venire rallentati negli altissimi strati della atmosfera esterna alla velocità … di come cade la polvere sul pensile della cucina. Da lassù cosa fanno i piccoli granellini? Se sono così piccoli sono facilmente rallentati e quando hanno dimensioni parecchio più piccole di un millimetro non possono fare altro che cadere lentamente attirati dalla forza di gravità fino al suolo. Molte altre cose cadono al suolo in tutto il mondo, i residui carboniosi delle auto, i frammenti dei pneumatici sbriciolati, la terra sollevata dai campi, e poi la polvere grigia delle rotonde stradali, le briciole delle merendine dei bimbi che vanno a scuola, i pollini, e tante altre cose che non è il caso di andare ad indagare, come (scusate) la forfora del vicino di casa. Ma ben trentamila tonnellate in tutto il pianeta ogni anno, provengono dallo spazio esterno. Non è il caso di andarle a cercare in città, il 95 per cento sarà roba molto più… domestica della materia... spaziale, è sufficiente buttare l’acqua, o farla buttare, quando si lava per terra. O mettere la spolveratura nella spazzatura. Ma sull’Isola non è così, l’aria è tersa, limpida, al massimo lavata dalla pioggia, e può probabilmente contenere solo frammenti di un po’ di polvere di sabbia e granelli di sale delle mareggiate. Facciamo un po’ di conti... se cadono 30.000 tonnellate all’anno su 510.000.000.000 chilometri quadrati, …ad ogni chilometro quadrato spettano 0,060 grammi scarsi di polvere, e se l’isola è 200.000 metri quadrati,... a lei competono 0,013 grammi di polvere astrale all’anno, (se non siete in vena di fare i conti fateli controllare ai ragazzi, se ci riuscite...). Sembra poco ma è il peso che è dell'ordine di quello di una piccola gemma da 1/10 di carato... naturalmente disperso in pezzettini. Facile a dire, ma come si fanno a distinguere granelli di un decimo di millimetro “astrali” da quelli che vengono dalle scogliere sopravvento? E’ più facile di quello che si può pensare. Considerate solo che i micrometeoriti sono composti da materiali magnetici, ferro e nichel, soprattutto, e poi acqua e forse ossidi di carbonio, ma l’acqua e gli ossidi di carbonio sono stati vaporizzati dal vento solare e dall’attrito della caduta, e quelli che sono rimasti sono sicuramente materiali magnetici, ferro e nichel, in palline vetrose più o meno sferiche fuse dall’attrito con l’aria. Sul pianeta la polvere magnetizzabile è estremamente rara, ma in forma un po’ arrotondata ed a struttura fusa è rarissima, se è non origine esterna. Spesso le microsferule (da pochi millesimi di millimetro fino a 120, (lo spessore di un capello) hanno colliso tra di loro o con i satelliti commerciali producendo sulla superficie della sferula microscopici crateri. Dove sono le microsferule? Beh nell’erba spariscono fra i fili nel suolo, ma sulla roccia o sulle superfici piane come un piano cementato, ma più spesso sui tetti, e nei punti di raccolta, nelle grondaie dei tetti, rimangono lì. Durante un temporale di fine agosto e sono trascinate nei pluviali con l’acqua piovana. Basta mettere un catino sotto i pluviali (se si può) e raccogliere l’acqua piovana, soprattutto la prima, quella che lava il tetto, poi l’acqua è messa a decantare ed è fatta evaporare. La polvere che rimane sul fondo non è detto che sia tutta polvere astrale, (spesso è normale terra, o anche briciole di alluminio (che non è magnetico) e vernice dei satelliti smerigliati dai micrometeoriti, ma la parte magnetica è attirata da un magnete, (meglio se avvolto in carta sottile per evitare che la polvere aderisca alle porosità del magnete). Un buon microscopio permetterà di cercare le microsferule di consistenza vetrosa di colore dall’ambrato al nerastro, distinguendole dai pollini e dalle schegge di silicio della comune terra portata dal vento. Tutto questo prima di tornare a tuffarsi nel mare limpido color turchese dell’Isola, quando ritorna il sole.
Approfondimenti:
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