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NATALINO, POETA ISOLANO

Sono tanti gli isolani si sono cimentati in poesie dedicate all'Isola Piana: da Carlo Castelli a Mario Pelissa, in molti hanno voluto immortalare in versi non solo la bellezza del luogo, ma anche - e soprattutto - il loro amore per questo angolo di paradiso.

Ed ecco che nel dicembre 2002 anche Natalino Fodero, docente romano, si affaccia autorevolmente alla ribalta della letteratura poetica isolana - e non solo isolana - con la raccolta "Territori del cielo" (edita dalla Aracne Editrice di Roma).

Lo abbiamo incontrato all'isola Piana in un caldo pomeriggio dell'Agosto 2003 per leggere insieme le sue poesie all'ombra delle tamerici del bar della Meridiana. L'immancabile pipa di Natalino corre da una mano all'altra mentre sfoglia una mezza risma di appunti scritti a mano o stampati al computer. Mentre noi abbandoniamo l'idea di seguire la scaletta prestabilita per una breve "intervista" al poeta isolano, lui ci spiazza chiedendoci di declamare le sue poesie. E così facciamo.

In effetti non occorre chiedergli da cosa abbia tratto la propria ispirazione, quali siano le sue muse, lo si capisce già sfogliando il "livre-de-poche" che abbiamo recuperato dalla vetrina dell'ufficio Amministrazione dell'isola: gli affetti, l'isola Piana e l'arcipelago, la ricerca personale e la nostalgia sono i colori con i quali il poeta ha dipinto i propri affreschi, dove i gesti della vita quotidiana sono riportati ad un mondo interiore più ampio, anzi immenso.

Il piccolo formato dell'edizione, che ci ricorda quei libri alla Prévert, racchiude non semplici poesie, ma emozioni, sapori, profumi e ricordi attuali e remoti...

 

Isola mite dalla chioma poco fluente e verde
Sorta dal mare in ere remote
E nel tempo testimone muta
Di passaggi di vele di popoli antichi,
che affrontavano le onde nel nome del coraggio
sfidando le tempeste e l’inclemenza degli spavaldi venti.
(Tratto da "Isola Piana")

La raccolta, dedicata tra gli altri ai figli Cristiano e Micol, esordisce con una citazione tratta dallo Zibaldone di Giacomo Leopardi che ricordava come la bellezza della poesia risieda non nell'aderenza ad un canone, bensì nella libertà di espressione dalla quale sgorgano i sentimenti del poeta. Ed è proprio a cavallo di questa libertà che Natalino Fodero attraversa le praterie delle emozioni.

Se gentile concessione dell'autore pubblichiamo alcuni versi tratti dalla raccolta "Territori del cielo" dal titolo "Isola Piana" e "Questo luogo isolano di terra di S. Pietro" ed alcune poesie inedite dal titolo "Tu mi dicevi allora..." e "Sogno di un amore". Isolapiana.com ha ritenuto interessante includere in questo vero e proprio dossier anche alcune annotazioni di critica letteraria di Giovanni Di Peio e Raffaella Micangeli.

La nostra redazione ha letto il libro d'un fiato, riunita quasi al completo in una tiepida serata d'inizio settembre. «I libri di poesie li leggono in pochi - ha commentato uno di noi - ma questa raccolta del "professore" è davvero un concentrato di emozioni da tenere in biblioteca per rileggerla quando sentiamo la mancanza dell'isola e dei suoi abitanti.». In realtà vi accorgerete che c'è molto di più.

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Max Nucci



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