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Isola Piana
Isola mite dalla chioma poco fluente e verde
Sorta dal mare in ere remote
E nel tempo testimone muta
Di passaggi di vele di popoli antichi,
che affrontavano le onde nel nome del coraggio
sfidando le tempeste e l’inclemenza degli spavaldi venti.
Ora tu sei regno dei gabbiani
Dai becchi scuri e gialli
Che volteggiano in cielo
Sulla scia di più domestiche rotte.
Questo lembo di terra,
racchiusa dal suo mare
possiede la magia di Circe e
la bellezza dei colori delle acque smeralde.
E così essa m’accolse con gli occhi di un naufrago
Nei lontani anni della mia acerba maturità.
Sempre ritorna l’isola mite
Nelle fredde stagioni e
Nel tumulto della città ostile
Per confortare il viver dei giorni
Che fuggono veloci alla ricerca
Di un approdo saldo di tutti i sentimenti.
Natalino Fodero
Roma, 22 novembre 2002
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