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Sabaudia
Sabaudia m’appari docile,
fresca di lignaggio
e posto a tua guardia
l’altezzoso Circeo
che in lontananza rimiri,
sempre vigile.
E i tuoi viali silenti,
che languidamente
scivolano verso il lago non altero
e l’azzurro mare,
nutrono con dovizia grande
pensieri ascosi
di serenità di vita
e d’amori ribollenti.
Un tempo già lontano ti conobbi
quando il viver era leggero
e trascorrevo nella gaiezza di fanciullo
i primi guizzi del cuore.
Oggi tu, ancorché mutata
dall’alone recente,
rimani custode segreta
di affollati ricordi
di uno spartito dell’anima mia.
Natalino Fodero
Sabaudia, 18.08.04
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