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Carlo Castelli, da sempre
affezionato isolano, alcuni anni or sono scrisse e fece
stampare questa bella poesia sull'Isola Piana. Poesia
che, in omaggio all'amico Carlo, qui riproponiamo
all'immensa platea di internet perchè anche chi non
conosce l'Isola Piana possa coglierne la sua
straordinaria essenza, ben tratteggiata in pochi versi.

Roccia rozza,
roccia forte
scavata da furia immane;
colpi possenti che frantumano e feriscono
l'intima essenza tua
stravolgendoti in figure momentanee
Dall'immobile movimento
duelli mortali mai vinti da
colpi di code senza forza
con la disperazione negli occhi tondi
vischiosi; figli catturati, nati
appena alla vita.
Corpi senza fine affiancati sulla
banchina nuda, pianti per un
macello orribile di sangue raggrumato,
odore di menta e liquerizia ...
... e il resto
Cieli immensi, immensa libertà,
perenne verde in mezzo al blu
dai toni più diversi;
schiuma bianca impazzita che si
riversa negli anfratti più segreti
che mai si sveleranno;
storie di uomini antichi
come questo piccolo punto: l'isola.
Il resto è oggi: non conta
Carlo
Castelli
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