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Generale


















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Thomas Harris
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Red
Dragon
Harris Thomas ; Mondadori
€ 13,76 (Prezzo di copertina €
17,20 Sconto 20%)
Will Graham, ex agente dell'FBI, possiede un
dono inquietante e terribile: quello di pensare come un assassino, di
saper entrare nella sua mente, di anticiparne le mosse. In passato, questa
dote gli ha permesso di far catturare alcuni pericolosi criminali.
Richiamato d'urgenza in servizio, Graham deve ora fermare quello che la
stampa chiama "Lupo Mannaro", un serial killer che colpisce
nelle notti di luna piena. Psycothriller allucinato, "Red
Dragon" è il secondo libro di Thomas Harris ed è stato pubblicato
nel 1984 con il titolo "Il delitto della terza luna", poi nel
1999 con il titolo "Drago rosso". Il romanzo, pubblicato in
concomitanza con l'uscita del film omonimo, contiene la prima apparizione
del dottor Hannibal Lecter.
 
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Black
sunday
Harris Thomas ; Mondadori
€ 7,92 (Prezzo di copertina €
8,80 Sconto 10%)
Domenica 12 gennaio, un giorno che non
avrebbe mai dovuto vedere la luce. Al Tulane Stadium di New Orleans 80.000
persone stanno per assistere al Super Bowl. Tra essi c'è anche il
presidente degli Stati Uniti. Ma non sarà un pacifico giorno di festa,
perché Settembre Nero, la più spietata organizzazione del terrorismo
palestinese, ha deciso di colpire. Strumento nelle sue mani è il pilota
Michael Lander, reduce del Vietnam animato da un cieco odio verso il suo
paese. Il pubblico assisterà al sanguinario assassinio del presidente e
ad un terribile massacro. A meno che qualcuno non riesca a trovare Lander.
 
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Hannibal
Harris Thomas ; Mondadori
€ 7,14 (Prezzo di copertina €
8,40 Sconto 15%)
Clarice Starling, 7 anni dopo la vicenda
Lecter (Silenzio degli innocenti), viene messa sotto accusa dagli organi
interni dell'FBI per un intervento troppo energico durante una sparatoria.
In questo delicato frangente riceve un messaggio da parte del latitante
Lecter, che la incoraggia a tenere duro. Lecter, sparito da anni, vive
relativamente tranquillo a Firenze. E' ricercato dall'FBI ma soprattutto
da una delle sue vittime, il sadico Mason Vergier, costretto da anni su un
letto e orrendamente sfigurato da Lecter stesso. Turbata dal richiamo di
Lecter, Clarice decide di salvarlo dalla terribile morte a cui Lecter pare
essere predestinato. Che folle storia sta per iniziare? Clarice dovrà
stare molto attenta...

recensioni di Deb, S. L'Indice del 2000, n. 02
(recensione pubblicata per l'edizione dell'anno 1999) In Hannibal -
il terzo libro di Thomas Harris in cui appare lo psichiatra antropofago più
famoso del mondo -, il dottor Hannibal Lecter è un anonimo visitatore di
una mostra popolare intitolata "Atroci strumenti di tortura", ma
non si trova lì per ammirare la ruota o il cavalletto. "L'essenza
del peggio," scrive Harris, "il vero fetidume dello spirito
dell'uomo, non è nella Vergine di Norimberga o nel palo; l'essenza della
Bruttura si trova sulla faccia della gente."
Thomas Harris sta ai romanzi di suspense come Fabergé sta alle omelettes.
I suoi libri cupi e profondi riescono a ipnotizzare milioni di persone con
la loro allure maligna, ma offrono anche, a un lettore attento,
ampie meditazioni sulla morale, la metafisica e il significato della vita.
Non sono semplicemente storie di detective a caccia di serial killer;
Harris ci sussurra che la malvagità esibita dal suo ripugnante villain
si annida nel cuore di ogni essere umano: "Nel pavimento della mente
esistono buchi, simili a quelli che si aprivano nei pavimenti delle
segrete medioevali, le luride oubliettes, il cui nome deriva da oublier,
'dimenticare', celle di solida pietra, a forma di bottiglia, con la botola
in alto. ... Una scossa, qualche falla del nostro sistema di autocontrollo
e lampi di memoria appiccano il fuoco ai gas nocivi... grovigli
intrappolati per anni prorompono liberi, pronti a esplodere dolorosamente
e a sospingerci a comportamenti pericolosi..." Harris scoperchia
queste botole offrendoci lo spettacolo dei nostri lati oscuri; Il silenzio
degli innocenti (Mondadori, 1989) lascia in bocca un sapore
amaro: come è possibile che si finisca per ammirare un cannibale? Nel
primo libro della trilogia, Il delitto della terza luna (Mondadori,
1984; in precedenza pubblicato con il titolo Drago Rosso),
Will Graham è il migliore cacciatore di serial killer dell'Fbi proprio
perché ragiona come uno di loro; è sempre consapevole che avrebbe potuto
essere uno dei mostri che insegue, e ciò aggiunge un'inquietante corrente
sotterranea a quello che altrimenti non sarebbe che un romanzo poliziesco
come tanti altri.
A un altro livello di lettura, i romanzi di Harris sono cronache spietate
di un mondo che Dio ha abbandonato, o che, nell'ipotesi peggiore, visita
soltanto quando si sente particolarmente perverso. "Avrai notato sul
giornale di ieri," scrive Lecter a Graham, "che mercoledì
notte, in Texas, Dio ha fatto crollare le volte di una chiesa su
trentaquattro dei Suoi fedeli. Proprio mentre stavano intonando un inno.
Non credi che dopo si sia sentito meglio?" È Dio, afferma Lecter
sogghignando, il suo modello ispiratore.
I libri di Harris raccontano storie irrequiete e ben scritte, ma che a
Dostoevskij sarebbero venute in mente mentre si curava i postumi di una
sbornia presa insieme a Mr Hide.
Sono passati sette anni da quando Hannibal the Cannibal è scappato
dall'Istituto statale di Baltimora per criminali con infermità mentali.
Clarice Starling è bloccata all'Fbi con una carriera stroncata, mentre
Mason Verger, il peggior mostro che Harris abbia mai creato, sta per
soddisfare le sue più sinistre ambizioni. Il miliardario Verger, l'unica
vittima del dott. Lecter riuscita a sopravvivere, è un industriale che
produce carne in scatola, divenuto paraplegico dopo il trattamento subito
dal suo carnefice: non ha pelle sulla faccia, niente naso (che è stato
costretto a ingoiare) né labbra; ha un occhio solo ma privo di palpebra.
Ama trastullarsi facendo piangere bambini orfani di cui poi beve le
lacrime. Verger ha dedicato anni alla ricerca di Lecter e alla selezione
di una varietà di maiali cannibali: "Il primo giorno Mason voleva
che il dottor Lecter li guardasse mangiargli i piedi. Poi, durante la
notte, Lecter sarebbe stato sostenuto da una flebo di sali minerali, in
attesa della portata successiva... Come secondo piatto, i maiali potevano
svuotargli il corpo di tutto quello che aveva dentro e nel giro di un'ora
mangiargli la carne del ventre e della faccia; poi, mentre la prima ondata
degli animali più grossi e della scrofa incinta si ritirava, sazia,
sarebbe arrivata la seconda. Ma, a questo punto, il divertimento sarebbe
ormai finito." E per far uscire Lecter dal suo nascondiglio, Verger
usa come esca un'inconsapevole Starling.
Dire qualcosa di più sulla storia sarebbe da pazzi criminali, posso però
aggiungere che il climax culinario che coinvolge Lecter, Starling e un
burocrate del ministero di Grazia e Giustizia degli Stati Uniti è la cosa
più nauseante che sia mai stata scritta dai tempi di American Psycho.
Ma questa è Harrisland, coi dovuti riferimenti a Blake, Dante e Dürer,
dove persino le descrizioni dei prati illuminati dal sole invernale
risultano claustrofobiche. È un mondo in cui il lettore entra a suo
rischio e pericolo, e una volta dentro, ci si ferma, inerme e asservito
dall'equivalente linguistico e narrativo degli occhi di un serpente. O
degli occhi di Hannibal Lecter, che hanno pupille infuocate in mezzo
all'iride.
Harris mantiene il lettore in uno stato di costante fascinazione morbosa,
sospingendolo di stanza in stanza, di orrore in orrore, nel suo ripugnante
palazzo, grazie alla sua prosa austera, di una spoglia poeticità. Le
frasi sono sferzanti e le secche similitudini sono spietatamente
evocative: "Provò un po' di paura, era come sentire un penny sotto
la lingua." Per tutto il romanzo Harris tiene il lettore per la
collottola, trascinandolo inesorabilmente nel più profondo orrore.
Dobbiamo ad Harris la creazione di due personaggi importan-
ti: Lecter, il mostro più ipnoti-
co della letteratura inglese, e Starling, una guerriera perdente capace di
una fiera integrità morale che si conquista l'affetto e la stima del
lettore. Ma Hannibal merita uno sguardo più attento soprattutto
perché Harris ha messo da parte il suo solito stile asettico, e
interviene spesso nella narrazione per confrontarsi faccia a faccia con il
lettore sulla Grande Domanda: qual è il senso dell'esistenza?
Certo però Harris avrebbe potuto fare di meglio. Nei diciassette anni
trascorsi con Lecter, il suo atteggiamento verso questo personaggio è
cambiato: in Il delitto della terza luna, è una presenza maligna
di secondo piano, il cui ruolo principale è di scatenare proditoriamente
un maniaco contro Graham e la sua famiglia; nel secondo libro, il tono è
neutro, l'attenzione passa dalla sua malvagità alla sua amoralità; in Hannibal
infine si insinua molto spesso tra le pagine una nota di ammirazione; sono
costanti i riferimenti al suo fascino, alla sua eleganza, alla sua
cultura, alla sua forza, alla sua grazia, alla sua imperiale sottigliezza,
e soprattutto al suo gusto ricercato per la musica, l'arte, i profumi, il
vino e tutto ciò che è cibo. Harris arriva persino a inventare un trauma
infantile per spiegare il cannibalismo di Lecter. Questo è quantomeno
sleale nei suoi confronti: un uomo che "quando era possibile,
preferiva mangiare gente incolta" non ha bisogno di una
giustificazione freudiana per spassarsela. "Non mi è accaduto nulla,
agente Starling," diceva
in Il silenzio degli innocenti, "io sono accaduto. Non
puoi ridurmi ad una serie di influenze."
E adesso Harris ci viene a raccontare che il Cannibale urla nel sonno.
La triste verità è che Hannibal Lecter non si è limitato a sconvolgere
e ammaliare, anche grazie ad Anthony Hopkins, noi lettori, ma è riuscito
a influenzare lo stesso Harris. Gli uomini che in Hannibal vengono
schierati contro Lecter sono trattati come inferiori: deformi,
maleodoranti, meschini e soprattutto privi di buon gusto per la musica,
l'arte, i profumi, il vino e il cibo. Harris utilizza dei neanderthaliani
maligni e dissoluti per mettere pienamente in risalto la condizione di
superuomo di Lecter. Dei due personaggi che avrebbero potuto tenergli
testa, Jack Crawford è una forza ormai esaurita, mentre Starling viene
spogliata di tutte le qualità che la caratterizzavano, lasciando così il
lettore in compagnia di una creatura completamen-
te diversa. Alle prese con questo finale insoddisfacente, Harris
si concede anche qualche altra rozzezza psicoanalitica: Starling come
sorella morta di Lecter, Starling come oggetto sessuale di Lecter, Lecter
come San Francesco che nutre uno storno (starling in inglese) con
una falena. Si prodiga in goffi simbolismi, identificando per tutto il
libro Lecter con l'angelo caduto - tra l'altro lo pseudonimo che usa a
Firenze è dott. Fell -, ma poi, nel momento in cui viene dato in pasto ai
maiali, lo mostra legato nella postura della crocifissione. Aggiungete a
tutto ciò gli infiniti osanna alla cultura europea antica, da Fidia a
Giotto, e alla fine questo mostro, finora straordinariamente affascinante,
comincia a somigliare a un incrocio tra Oscar Wilde e Zorro.
Il risultato è involontariamente ironico.
Quando Harris scriveva romanzi di suspense che ci immergevano la faccia
nelle fogne della mente, finiva per creare della letteratura, mentre
adesso che è pressato dal trionfo hollywoodiano ed è asservito
dall'anticipo di milioni di dollari, si sforza di crearla. In Hannibal
dà una risposta a quelle tremende domande invece di porle, finendo per
scrivere un romanzo notevole, e straordinariamente coinvolgente, ma del
genere che non si legge più di una volta; a differenza degli ambigui e
inquietanti Il delitto della terza luna e Il silenzio degli
innocenti, nei quali la presenza continua e indicibile del male poneva
delle domande sul significato dell'esistenza. Hannibal afferma
aspramente che l'universo non ha uno scopo e che l'arte e il cibo
raffinato possono rimpiazzare Dio, trasformando così le domande in una
sentenza perentoria.
Abbiamo letto Il silenzio degli innocenti con animo inquieto: perché
arriviamo ad amare un maniaco come Lecter? Col suo ultimo romanzo, Harris
ci rivela perché lo ama lui. Sfortunatamente, le ragioni non sono
abbastanza buone.
 
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Black
Sunday 
Harris Thomas ; Mondadori
€ 13,22 (Prezzo di copertina €
16,53 Sconto 20%)
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Hannibal 
Harris Thomas ; Mondadori
€ 15,80 (Prezzo di copertina €
17,56 Sconto 10%)
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Drago
rosso
Harris Thomas ; Mondadori
€ 6,72 (Prezzo di copertina €
8,40 Sconto 20%)
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Il
silenzio degli innocenti
Harris Thomas ; Mondadori
€ 7,56 (Prezzo di copertina €
8,40 Sconto 10%)
Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un
uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso
dell'umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un
feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione
Scienza del Comportamento dell'Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio
criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e
spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla.
Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il
"mostro" che terrorizza l'America. Ma il prezzo della
collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo
Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più
tormentati.

(scheda pubblicata per l'edizione del 1989)
scheda di Cortellazzo, S., L'Indice 1989, n. 4
Thomas Harris, autore del thriller politico "Black Sunday" da
cui è stato tratto l'omonimo film di Frankenheimer, imbocca ora, con
questo romanzo, la strada buia e insidiosa del thriller a sfondo
psicologico. Protagonista una donna, Clarice Starling, un'allieva dell'FBI
catapultata a risolvere il caso di un assassino che terrorizza l'America,
un mostro che scuoia le sue vittime, tutte donne di "taglia
forte", particolare non irrilevante, come si scoprirà col procedere
del racconto. E il caso vuole che sia un altro "mostro",
Hannibal Lecter, a darle una mano, a costruire un puzzle-enigma ricco di
indizi illuminanti. Lecter è uno psichiatra geniale, segregato da anni
nella cella di un manicomio per aver assassinato e poi divorato le sue
numerose vittime. Fra Clarice e Lecter si instaura un rapporto di
complicità e un difficile patto di collaborazione: Lecter offrirà le sue
geniali intuizioni e deduzioni a Clarice e in cambio la donna si confiderà
con lui, rivangando sprazzi dolorosi della sua infanzia, riconferendogli
il ruolo professionale perduto. A tratti di un crudo realismo, talvolta
insopportabile, il romanzo di Harris intesse un intrigo di notevole
suspense convogliata con maestria in più direzioni: nella risoluzione,
ovviamente del caso - in cui il lettore possiede il vantaggio, angoscioso,
di saperne di più della protagonista - e nel ritratto, giustamente
sfaccettato, del pericoloso Hannibal Lecter, dotato di un acume e di un
sense of humour rari.
 
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Il
silenzio degli innocenti
Harris Thomas ; Mondadori
€ 14,05 (Prezzo di copertina €
16,53 Sconto 15%)
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| MANI
SPORCHE |
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto ; Peter Gomez; Marco Travaglio
€ 15,68 (Prezzo di copertina € 19,60 Risparmio € 3,92)
2007, 914 p.
Editore Chiarelettere (collana Principioattivo)
Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l'Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati. Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell'ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di
Ceppaloni, Mastella. La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni. Le leggi vergogna varate da Berlusconi dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l'indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l'ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell'Unione. Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona.

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