Lo
stordimento evasivo di un imitatore di Cristo, a fianco
di un prete ben istruito nella sua - così la chiamano -
Verità, e gli occhi fissi della gente su quelle mani che
s'intrecciano, s'impalmano intessendo merletti e tutto il
resto. E quella faccia china che legge, di certo
seriamente sorridente, e dice: il racconto di Paolo, la
grande storia sacra, la storia divina e il successo
acclamante della folla. Una vittoria sul male, una Verità
che si rinnova; e che si rinnova ancora nel suo seguire i
tempi - e poi precederli - senza affanno, ma anche senza
vera gloria. È un successo mai messo in discussione, mai
veramente discusso.
Il giorno che ho capito tutto questo, quando ho capito
l'intera storia di Paolo, di Giacomo e di Cristo, ho
messo la mia mano destra sul fuoco per capire se
bruciava, l'altra mano nell'acqua per capire se bagnava;
ho spremuto la terra per sentirla compatta, ho respirato
il vento per sapere se soffiava. E fra tutte queste cose
che sentivo, quello che di più certo io avessi poteva
mai essere il discorso di un prete? Ho letto Nietsche, e
l'ho trovato, al mio confronto, un ragionato estremista,
e forse un apologeta, clericale.
A tutto, dunque, credevo tranne che ai preti; e sapevo di
poter contare sul contrario di quanto questi sostenessero.
Ma un giorno incontrai Amore. Lo toccavo, lo sentivo, mi
scaldava e tutto il resto. Ma, vi dico, io proprio non so
davvero, pur percependolo nel mio vissuto, perché da
allora preferisco fidarmi dei preti.