JIM MORRISON &
THE DOORS
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| Stasera Lawrence Ferlinghetti al Teatro della Corte Festival di poesia nel segno di Morrison Giovedì tributo a "King Lizard" con Ray Manzarek GENOVA. Stasera alle 21,30 Lawrence Ferlinghetti, il grande poeta americano testimone della "beat generation", inaugura al Teatro della Corte la seconda fase del Festival Internazionale di Poesia diretto da Claudio Pozzani e patrocinato da Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Amga, Attiva, Erg, Carige. A fianco dellartista newyorkese di evidenti radici italiane, il musicista Marco Parente. Domani sera, sempre al Teatro della Corte, incontro a tre fra la scrittrice Diane Di Prima, il musicista e cantautore Luigi Grechi (pseudonimo ritegnoso che cela lingombrante rapporto di parentela con un fratello come Francesco De Gregori) e il performer Steven Taylor. Mercoledì 4 luglio, sul palco del Teatro della Corte ci saranno Ed Sanders, da sempre impegnato attivista del pacifismo, e la capofila della "San Francisco Renaissance" Joanne Kyger. Levento più atteso è tuttavia quello di giovedì 5 luglio, con la serata in onore di Jim Morrison che vede la partecipazione di Ray Manzarek, tastierista dei Doors. L'evento cade a quasi trentanni esatti dalla morte del leader del complesso che prendeva il nome da unopera di Aldous Huxley. Era infatti il 3 luglio del 1971, quando Morrison fu trovato morto nella vasca da bagno dellhotel di Parigi che fu la sua ultima residenza. Da allora, la sua tomba al Pére Lachaise (il cimitero monumentale della capitale francese) è meta di un ininterrotto pellegrinaggio, indicativo del segno che in soli ventisette anni di vita King Lizard era riuscito a imprimere nella cultura popolare contemporanea. Superficialmente considerato come un protagonista del rock, Morrison era invece come ha mirabilmente spiegato Geminello Alvi in una delle microbiografie raccolte nel volume Uomini del Novecento (Adelphi) un profondo conoscitore della letteratura e della cultura classica come delle tendenze musicali di avanguardia (come dimostrano le sue impressionanti interpretazioni da Brecht-Weill) fino a risultare poeta di grande spessore. Questa parte della sua opera, tuttavia, è giocoforza eclissata dalla schiacciante preponderanza della fama di musicista e del fascino ambivalente della sua umana vicenda. Recuperare invece il profilo ombroso del Morrison poeta o scrittore è invece il fine che si propone questa serata in suo onore: una serata fatta di parole e anche di musica, grazie alla presenza dellamico Manzarek, testimone di una stagione bruciante e irripetibile. Articolo tratto da "La Gazzetta del Lunedì" del 2/7/2001
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