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JIM MORRISON, IL RIMBAUD DEL ROCK
«The media is the message
And the message is me.»
(Jim Morrison)
La musica californiana degli ani '60 rappresenta forse il periodo aureo di un certo
"Rock colto".
Tra i vari gruppi che animarono il panorama creativo di questo affascinante periodo spicca una formazione destinata a passare alla storia della musica cosiddetta leggera:
i Doors. Il nome deriva dal famoso saggio di
Aldous Huxley "The Doors of Perception", ed il loro animatore è una figura assurta nella leggenda : James Douglas Morrison.
Definire Jim Morrison, come molti fanno, «il più grande poeta di tutti i
tempi» è certamente un'iperbole. Sicuramente è il poeta per antonomasia del Rock and Roll.
Ma Morrison non era solo un poeta, cosa peraltro risaputa (le sue poesie sono ancora oggi molto ricercate fra gli intenditori) era anche ed anzitutto un intellettuale.
Chi ha letto la sua splendida biografia "Nessuno uscirà vivo di
qui" (io ho 35 anni, lo lessi a 15, è passato molto tempo) saprà che il
nostro "Jimbo", soprattutto nell'adolescenza, divorava letteralmente decine di libri. Ricordo ancora oggi una foto che lo ritrae nella sala d'attesa di un aeroporto, forse quello di Los Angeles, con l'immancabile libro formato tascabile in mano.
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Fece
la sua apparizione nel 1932, facendo conoscere un grande scrittore capace
di esprime le tensioni, la complessità, gli orrori e le smorfie in una
forma sbalorditiva e con uno stile da subito unico e inconfondibile.
Affresco di un'epoca, grido anarchico di rivolta, ma anche libro comico,
in cui farsa e tragedia si mescolano in continuazione.
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I suoi autori prediletti erano Nietzsche ("La Nascita della Tragedia dallo Spirito della
Musica" potrebbe essere tranquillamente considerato il "manifesto" estetico dei
Doors), e Celine. Morrison amava
visceralmente "Viaggio al Termine della
Notte", un libro che ho avuto occasione di leggere quest'estate ed in cui ritrovo, sin dal titolo, molti aspetti dell'universo poetico dei
Doors. Questi trasse spunto dal romanzo del controverso autore francese per comporre una delle sue più visionarie canzoni “End of the Night”.
Ciò che qui interessa focalizzare è la concezione dell’arte del Re Lucertola quale musica/rappresentazione/cerimonia. Volendo fare voli pindarici, si potrebbe arrivare persino a Wagner, essendo infatti probabile che il nostro amico si fosse ascoltato almeno
il "Lohengrin".
Per comprendere il genio poetico di Morrison si dovrebbe tenere presente il contesto degli anni a cavallo tra i sessanta e settanta e sarebbe una ricerca impegnativa.
Basti qui ricordare ricordare alcune avvenimenti: il movimento di opinione contro la guerra in Vietnam
("The Unknown Soldier" ebbe molte traversie legali), il ruolo della famigerata lobby affaristico-politica dei White
Anglo-Saxon Protestant contro cui il nostro Jimbo si scaglia in "Texas Radio and the Big
Beat", il flower power, verso cui Morrison aveva un ambiguo rapporto di amore-odio (in
"Five to One": «cammini con un fiore in mano dicendo che nessuno ti
capisce», ossia smettila di lamentarti, amore, piuttosto "proviamoci un'altra volta"), persino una rinascenza del misticismo gnostico presente nei primordi della cosiddetta New Age e che molto imperversò in quegli anni.
Non dimentichiamo infatti che Morrison sposò la sua compagna Pamela Courson con un rito orientaleggiante.
Importante per comprendere la sua musica politicamente impegnata è un altro shock collettivo: la rimozione traumatica dell'assassinio di
JFK che ritorna in una strofa di "Not to touch the
Earth": «la macchina del presidente morto... viaggia a catrame...
vieni bambina, non andremo lontano, soltanto verso Est ad incontrare lo
Zar...».
Per quanto riguarda i poeti che possono aver ispirato Morrison (ed anche Krieger il quale, non dimentichiamolo, scrisse molti testi di
"The
Soft Parade" e di altri dischi) occorre rifarsi alla poesia tedesca ed anglosassone.
Ecco un elenco dei poeti cui Morrison senz’altro attinse, o che possono certamente aver influenzato sua vena
poetica.
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Goethe compose "Il divano occidentale orientale" tra il 1814 e il 1827, mentre affrontava la poesia persiana, la mistica islamica e la fluida ispirazione dell'Oriente. Lo definì "Incondizionato abbandono all'insondabile volontà di Dio, contemplazione serena della mobile attività terrena, che si ripete sempre in cerchio o a spirale, amore, inclinazione che ondeggia tra due mondi, tutto il reale spiegato e risolto nel simbolo." In apparenza nessun libro è più legato a questo mondo, ma poi tutto si perde nell'infinito e la storia si moltiplica nel bazar di un continuo presente. Testo originale a fronte.
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Cominciamo
dal verso «Before i fall into the big sleep I want to hear the scream of the butterfly» (da
"When The Music's Over") che richiama J.W. Goethe che ne
"Il divano
occidentale-orientale" ci presenta la poesia dal titolo
"Beato struggimento", praticamente la poesia forse più famosa e rappresentativa dell'intero romanticismo
tedesco: «vinta, avvinta, arrivi a volo, e, finalmente, per bramosia di luce, prendi fuoco,
farfalla»
(il "logo" della casa discografica Elektra è una farfalla. Un caso? Non crediamo).
Ma non
solo: ritroviamo anche il verso «Try now we can only lose and our love become a funeral
pire» (da "Light My Fire") ancora in "Beato struggimento" di Goethe
(«voglio fare l'elogio di una vita che agogna ad una morte nelle
fiamme») ed con Emily Dickinson, celebre poetessa americana del Connecticut,
nella poesia
"Success is counted sweetest" dove parla dell'amore e della
sconfitta. Inoltre n on dimentichiamo che il mito della sconfitta, della vita bruciata, è presente in tutta la beat generation, da Kerouak a Ginsberg. Persino nel cinema: gioventù bruciata, con James Dean.
Nel brano "The Cristal Ship" ritroviamo sicuramente, almeno per coincidenza, ancora Emily Dickinson,
in poesie
come "Wild nights", "Angels and sailors".
Sempre in
"Light My Fire", specialmente quel bellissimo intermezzo recitato su una visita al cimitero di notte presente nella versione dal vivo in "Alive
She Cried" ritroviamo la cosiddetta "Graveyard School" inglese. Si tratta di un gruppo di poeti, tutti vissuti tra il 1700 ed il 1800 in Inghilterra, che scrivevano poesie nei e sui cimiteri.
Sono abbastanza certo che il loro studio all'epoca era previsto nei programmi scolastici americani.
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La raccolta di poesie del XX secolo più letta nel mondo. Sul modello dall'Antologia Palatina le pietre tombali di un'immaginaria cittadina americana raccontano le vite di persone comuni che diventano il paradigma dell'umanità intera. Pazzi, commercianti, prostitute, imbroglioni, ipocriti, mitomani, suicidi raccontano in pochi, memorabili versi quello che fu la loro vita: un'esperienza il più delle volte tragica e disperata.
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Inoltre
ritroviamo ispirazioni tratte da Edgar Lee Master, poeta contemporaneo
americano ed autore della famossissima "Antologia di Spoon River",
in "My Wild Love" (dall'album "Waiting for the
Sun") con echi della poesia sciamanica dei nativi americani:
«indian scattered all over the higway bleeding ...». Trauma infantile di Morrison, che era convinto che le anime degli indiani morti in un incidente fossero schizzate nella sua sua
«mente fragile come un guscio d'uovo» («Ghosts
crowd in the young child fragile eggshell mind»). La registrazione di questa frase è presente
nell'album "An American Prayer"
e nel pezzo "Peace Frog".
Con "Wintertime
Love" (brano tratto anch'esso dall'album "Waiting for the
Sun") siamo di fronte ad uno dei più colti e raffinati pezzi dei
Doors: la canzone elogia la sensualità dell'amor cortese.
Il testo è costruito per associazione di contrari: «L». Del resto la canzone precedente
s'intitola "Summer’s Almost Gone", "L'estate è quasi
finita". Delizioso l'uso del clavicembalo, a dir poco settecentesco. Molte
curiose ispirazioni anche tra gli arrangiamenti di Ray Manzarek:
"Horse Latitudes" (brano tratto dall'album " Strange
Days") è la versione "poetica" di un brano in prosa di un famoso
romanziere. Nella versione presente nell'album " Alive she cried"
della magnifica " Moonlight Drive" è incastonato il mito della notte, presente in moltissime
altre canzoni dei Doors: senz'altro il Novalis di "Inni alla
notte" ed ancora Emily Dickinson. Forse Jim si era letto anche Platone
("Mito della caverna"), senz'altro Jung. Si potrebbe scrivere un saggio sulle ascendenze junghiane di molta musica rock più "colta".
In
"Universal mind" (da "Absolutely
Live") e " Soul Kitchen" (nell'album "The
Doors" ed ancora in "Absolutely
Live") ecco il mito della caduta, della scacciata dal paradiso, dell'eterno vagabondare. Forse Milton, anch'esso molto studiato nei college americani (ricordate
"Animal House"? Sutherland ammonisce gli studenti: «Ragazzi, lo so che è noioso ma dovete
studiarlo»). Con
il brano "Break on Through" Jim sembra probabilmente
trarre ispirazione dal Baudelaire de "I fiori del
male" e de "I
Paradisi artificiali" e dal De Quincey de "Le confessioni di un mangiatore
d'oppio", oltrechè naturalmente da Aldous Huxley: si
tratta dell'unica canzone che parli, sebbene simbolicamente, dell'uso dell'LSD. Morrison, soprattutto ai tempi dell'UCLA, lo consumava in gocce versate su zollette di zucchero.
Si potrebbe discutere di "responsabilità morali", di "cattivi maestri"
e non sarebbe certo fare del moralismo. Sta di fatto che le canzoni dei Doors, a differenza di quelle scritte da quell'autentico degenerato e "assassino" di Lou Reed, non esaltano
mai - che io ricordi - l'uso di droghe pesanti. Morrison ne prendeva, ma si guardava bene dal raccomandarne l'uso.
Ancora,
in "Texas Radio & The Big Beat" il verso divenuto
particolarmente famoso per essere stato scelto dal regista Oliver
Stone come esordio del film
dedicato a Morrison ed ai Doors: «Out here in the perimeter there are no stars, out here all is stoned, immaculate».
Si tratta di un richiamo a "Il ramo
d'oro" di Frazer e relative poesie in esso contenute ma senz'altro
anche a "Cuore di
tenebra" di Conrad, libro che ha ispirato il film "Apocalypse Now"
(con musiche dei Doors) del regista F.F. Coppola, grande amico di Morrison.
Il protagonista del film, Brando, prima di essere scannato dal tenente americano legge
appunto un brano del "Il ramo
d'oro".
Per
finire, in "Waiting for the Sun" (la canzone inserita
nell'album "Morrison
Hotel") rivediamo ovviamente la
famosissima opera del teatro dell'assurdo "Aspettando Godot" di Samuel Beckett.
Abbiamo
così rivissuto gli anni della nostra adolescenza ed anche un
piccolo pezzo della vita di Jim.
Roberto Venturi
Max Nucci
Riferimenti bibliografici:
-
Mammarella Giuseppe,
"Storia degli Stati Uniti dal 1945 a
oggi", Editore Laterza (Collana Storia e società), 1993, 2 ed., 548 p., € 25,82
-
Roth
Philip,
"Pastorale
americana", Editore Einaudi (Collana Einaudi tascabili. Letteratura), 2001, 423 p., € 9,50 (sulla scelta violenta degli
weathermen, spesso figli dei fiori passati alla lotta armata)
-
Huxley
Aldous, "Le porte della percezione-Paradiso e inferno (The Doors of Perception)",
Editore Mondadori (Collana Piccola biblioteca Oscar), 2002,
Milano, 153 pag., € 6,20
-
Hopkins
Jerry - Sugerman Daniel, "Nessuno uscirà vivo di
qui - La sconvolgente biografia di Jim Morrison", Editore Kaos (Collana
Gammalibri. Rock books),
1993, Milano, 2 ed., 345 p., ill., € 18,08
-
Nietzsche
Friedrich, "La Nascita della Tragedia",
Editore Mondadori Bruno (Collana Economica), 2003, Milano, 288 p., € 10,00
-
Céline
Louis-Ferdinand,
"Viaggio al Termine della
Notte", Editore TEA (Collana Teadue), 2002, 575 p., € 8,50
-
Wagner
Richard,
"Lohengrin. Testo originale a
fronte", Editore Le Lettere (Collana Il nuovo melograno), 1994, 201 p.
(cur. Manacorda G.), € 5,16
-
Goethe J.
Wolfgang,
"Il divano
occidentale-orientale", Editore Rizzoli (Collana Bur classici), 1997, 732 p.
(cur. Koch L. e Porena I. e Borio F.), € 12,91
-
Dickinson
Emily,
"Poesie",
Editore Garzanti Libri (Collana I grandi libri), 2002, XXIV-233 p.
(cur. Giorgi S.) , € 7,50
-
Masters E.
Lee,
"Antologia di Spoon River"
(testo inglese a fronte), Editore Rizzoli (Collana Bur Pantheon), 2002, 561 p.
(cur. Rossati A.), € 13,00
-
Novalis,
"Inni alla notte-Canti
spirituali" (testo originale a fronte", Editore Garzanti Libri (Collana I grandi libri), 2002, 6 ed., XLVIII-121 p., € 6,20
-
Baudelaire
Charles, "I fiori del
male" (testo francese a fronte), Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I classici), 2003, 406 p.
(cur. Prete A.), € 9,00
-
Baudelaire
Charles, "I
Paradisi artificiali" (testo francese a fronte),
Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I
classici), 2003, 406 p. (cur. Prete A.), € 9,00
-
De Quincey
Thomas,
"Le confessioni di un mangiatore
d'oppio", Editore Rizzoli (Collana Superbur classici), 2000, 366 p., € 4,65
-
Frazer James G.,
"Il ramo
d'oro", Editore Newton & Compton (Collana Grandi tascabili
economici.I mammut), 1992, 816 p. (cur. Rosati N.), € 10,90
-
Conrad
Joseph,
"Cuore di
tenebra", Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I classici), 2003, 7 ed., 124 p., € 6,00
-
Beckett Samuel,
"Aspettando Godot", Editore Einaudi (Collana Collezione di teatro), 1970, 3 ed., 115 p., € 8,50
Riferimenti discografici:
-
The
Doors, "The
Soft Parade", Elektra EKS 75005, luglio 1969, USA
-
The
Doors, "Waiting for the
Sun", Elektra EKS 74024, agosto 1968, USA
-
Jim
Morrison, "An American Prayer",
Elektra SE 302, dicembre 1978, USA
-
The
Doors, "Strange
Days", Elektra EKS 74014, ottobre 1967, USA
-
The
Doors, "Absolutely
Live", Elektra EKS 9002, luglio 1970, USA, album
doppio
-
The
Doors, "The
Doors", Elektra EKS 74007, gennaio 1967, USA
-
The
Doors, "Morrison
Hotel", Elektra EKS 75007, febbraio 1970, USA
Riferimenti filmografici:
-
Oliver
Stone, "The
Doors", Cecchi Gori Home Video,
con: Val Kilmer; Meg Ryan; Kevin Dillon; Kyle MacLachlan; Frank
Whaley; Michael Madsen; Kathleen Quinlan; Billy Idol; Oliver
Stone, Stati Uniti, 1991, 142 min., € 19,99
-
Francis Ford Coppola, "Apocalypse Now Redux", Stati Uniti, 2001, con: Marlon Brando; Robert
Duvall; Martin Sheen; Frederic Forrest; Dennis Hopper; Harrison
Ford; Albert Hall; Sam Bottoms; Larry Fishburne; Scott Glenn, VM 14 anni, € 26,99
-
Oliver
Stone, "JFK. Director's
Cut", con: Kevin Costner; Sissy Spacek; Joe Pesci; Tommy Lee
Jones; Gary Oldman; Jack Lemmon; Walter Matthau; Donald
Sutherland; Kevin Bacon; Tomas Milian; J. Garrison; Laurie
Metcalf; Michael Rooker; Jay O. Sanders; John Candy; Edward
Asner; Vincent D'Onofrio; Sally Kirkland; Brian Doyle-Murray; Wayne
Knight; Tony Plana; Beata Pozniak; Sean Stone; Lolita
Davidovich; Frank Whaley, Stati Uniti, 2001, € 23,20
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Discografia, Testi,
Curiosità e Ascolto
album per album
canzone per canzone The Doors
(1967)
Strange
Days
(1967)
Waiting
for the Sun
(1968)
The
Soft Parade
(1969)
Absolutely
Live
(1970)
Morrison
Hotel
(1970)

L.A.
Woman
(1971)

An
American Prayer
(1971)
The
Lords &
The New Creatures
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