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JIM MORRISON & THE DOORS
Raccolta di articoli, immagini, discografia, bibliografia, suonerie, testi, anteprime e curiosità

 
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JIM MORRISON, IL RIMBAUD DEL ROCK

«The media is the message
And the message is me.
»

(Jim Morrison)

La musica californiana degli ani '60 rappresenta forse il periodo aureo di un certo "Rock colto". Tra i vari gruppi che animarono il panorama creativo di questo affascinante periodo spicca una formazione destinata a passare alla storia della musica cosiddetta leggera: i Doors. Il nome deriva dal famoso saggio di Aldous Huxley "The Doors of Perception", ed il loro animatore è una figura assurta nella leggenda : James Douglas Morrison.

Definire Jim Morrison, come molti fanno, «il più grande poeta di tutti i tempi» è certamente un'iperbole. Sicuramente è il poeta per antonomasia del Rock and Roll. Ma Morrison non era solo un poeta, cosa peraltro risaputa (le sue poesie sono ancora oggi molto ricercate fra gli intenditori) era anche ed anzitutto un intellettuale.

Chi ha letto la sua splendida biografia "Nessuno uscirà vivo di qui" (io ho 35 anni, lo lessi a 15, è passato molto tempo) saprà che il nostro "Jimbo", soprattutto nell'adolescenza, divorava letteralmente decine di libri. Ricordo ancora oggi una foto che lo ritrae nella sala d'attesa di un aeroporto, forse quello di Los Angeles, con l'immancabile libro formato tascabile in mano.

Fece la sua apparizione nel 1932, facendo conoscere un grande scrittore capace di esprime le tensioni, la complessità, gli orrori e le smorfie in una forma sbalorditiva e con uno stile da subito unico e inconfondibile. Affresco di un'epoca, grido anarchico di rivolta, ma anche libro comico, in cui farsa e tragedia si mescolano in continuazione.

Nietzsche Friedrich, "La Nascita della Tragedia", Editore Mondadori Bruno (Collana Economica), 2003, Milano, 288 p., € 10,00 I suoi autori prediletti erano Nietzsche ("La Nascita della Tragedia dallo Spirito della Musica" potrebbe essere tranquillamente considerato il "manifesto" estetico dei Doors), e Celine. Morrison amava visceralmente "Viaggio al Termine della Notte", un libro che ho avuto occasione di leggere quest'estate ed in cui ritrovo, sin dal titolo, molti aspetti dell'universo poetico dei Doors. Questi trasse spunto dal romanzo del controverso autore francese per comporre una delle sue più visionarie canzoni “End of the Night”.

Ciò che qui interessa focalizzare è la concezione dell’arte del Re Lucertola quale musica/rappresentazione/cerimonia. Volendo fare voli pindarici, si potrebbe arrivare persino a Wagner, essendo infatti probabile che il nostro amico si fosse ascoltato almeno il "Lohengrin".

Per comprendere il genio poetico di Morrison si dovrebbe tenere presente il contesto degli anni a cavallo tra i sessanta e settanta e sarebbe una ricerca impegnativa. Basti qui ricordare ricordare alcune avvenimenti: il movimento di opinione contro la guerra in Vietnam ("The Unknown Soldier" ebbe molte traversie legali), il ruolo della famigerata lobby affaristico-politica dei White Anglo-Saxon Protestant contro cui il nostro Jimbo si scaglia in "Texas Radio and the Big Beat", il flower power, verso cui Morrison aveva un ambiguo rapporto di amore-odio (in "Five to One": «cammini con un fiore in mano dicendo che nessuno ti capisce», ossia smettila di lamentarti, amore, piuttosto "proviamoci un'altra volta"), persino una rinascenza del misticismo gnostico presente nei primordi della cosiddetta New Age e che molto imperversò in quegli anni. Non dimentichiamo infatti che Morrison sposò la sua compagna Pamela Courson con un rito orientaleggiante.

Importante per comprendere la sua musica politicamente impegnata è un altro shock collettivo: la rimozione traumatica dell'assassinio di JFK che ritorna in una strofa di "Not to touch the Earth": «la macchina del presidente morto... viaggia a catrame... vieni bambina, non andremo lontano, soltanto verso Est ad incontrare lo Zar...».

Per quanto riguarda i poeti che possono aver ispirato Morrison (ed anche Krieger il quale, non dimentichiamolo, scrisse molti testi di "The Soft Parade" e di altri dischi) occorre rifarsi alla poesia tedesca ed anglosassone. Ecco un elenco dei poeti cui Morrison senz’altro attinse, o che possono certamente aver influenzato sua vena poetica.

Goethe compose "Il divano occidentale orientale" tra il 1814 e il 1827, mentre affrontava la poesia persiana, la mistica islamica e la fluida ispirazione dell'Oriente. Lo definì "Incondizionato abbandono all'insondabile volontà di Dio, contemplazione serena della mobile attività terrena, che si ripete sempre in cerchio o a spirale, amore, inclinazione che ondeggia tra due mondi, tutto il reale spiegato e risolto nel simbolo." In apparenza nessun libro è più legato a questo mondo, ma poi tutto si perde nell'infinito e la storia si moltiplica nel bazar di un continuo presente. Testo originale a fronte. 

Cominciamo dal verso «Before i fall into the big sleep I want to hear the scream of the butterfly» (da "When The Music's Over") che richiama J.W. Goethe che ne "Il divano occidentale-orientale" ci presenta la poesia dal titolo "Beato struggimento", praticamente la poesia forse più famosa e rappresentativa dell'intero romanticismo tedesco: «vinta, avvinta, arrivi a volo, e, finalmente, per bramosia di luce, prendi fuoco, farfalla» (il "logo" della casa discografica Elektra è una farfalla. Un caso? Non crediamo).

Ma non solo: ritroviamo anche il verso «Try now we can only lose and our love become a funeral pire» (da "Light My Fire") ancora in "Beato struggimento" di Goethe («voglio fare l'elogio di una vita che agogna ad una morte nelle fiamme») ed con Emily Dickinson, celebre poetessa americana del Connecticut, nella poesia "Success is counted sweetest" dove parla dell'amore e della sconfitta. Inoltre non dimentichiamo che il mito della sconfitta, della vita bruciata, è presente in tutta la beat generation, da Kerouak a Ginsberg. Persino nel cinema: gioventù bruciata, con James Dean. Nel brano "The Cristal Ship" ritroviamo sicuramente, almeno per coincidenza, ancora Emily Dickinson, in poesie come "Wild nights", "Angels and sailors".

Sempre in "Light My Fire", specialmente quel bellissimo intermezzo recitato su una visita al cimitero di notte presente nella versione dal vivo in "Alive She Cried" ritroviamo la  cosiddetta "Graveyard School" inglese. Si tratta di un gruppo di poeti, tutti vissuti tra il 1700 ed il 1800 in Inghilterra, che scrivevano poesie nei e sui cimiteri. Sono abbastanza certo che il loro studio all'epoca era previsto nei programmi scolastici americani.

La raccolta di poesie del XX secolo più letta nel mondo. Sul modello dall'Antologia Palatina le pietre tombali di un'immaginaria cittadina americana raccontano le vite di persone comuni che diventano il paradigma dell'umanità intera. Pazzi, commercianti, prostitute, imbroglioni, ipocriti, mitomani, suicidi raccontano in pochi, memorabili versi quello che fu la loro vita: un'esperienza il più delle volte tragica e disperata.

Inoltre ritroviamo ispirazioni tratte da Edgar Lee Master, poeta contemporaneo americano ed autore della famossissima "Antologia di Spoon River", in "My Wild Love" (dall'album "Waiting for the Sun") con echi della poesia sciamanica dei nativi americani: «indian scattered all over the higway bleeding ...». Trauma infantile di Morrison, che era convinto che le anime degli indiani morti in un incidente fossero schizzate nella sua sua «mente fragile come un guscio d'uovo» («Ghosts crowd in the young child fragile eggshell mind»). La registrazione di questa frase è presente nell'album "An American Prayer" e nel pezzo "Peace Frog".

Con "Wintertime Love" (brano tratto anch'esso dall'album "Waiting for the Sun") siamo di fronte ad uno dei più colti e raffinati pezzi dei Doors: la canzone elogia la sensualità dell'amor cortese. Il testo è costruito per associazione di contrari: «L». Del resto la canzone precedente s'intitola "Summer’s Almost Gone", "L'estate è quasi finita". Delizioso l'uso del clavicembalo, a dir poco settecentesco.

Molte curiose ispirazioni anche tra gli arrangiamenti di Ray Manzarek: "Horse Latitudes" (brano tratto dall'album " Strange Days") è la versione "poetica" di un brano in prosa di un famoso romanziere. Nella versione presente nell'album " Alive she cried" della magnifica " Moonlight Drive" è incastonato il mito della notte, presente in moltissime altre canzoni dei Doors: senz'altro il Novalis di "Inni alla notte" ed ancora Emily Dickinson. Forse Jim si era letto anche Platone ("Mito della caverna"), senz'altro Jung. Si potrebbe scrivere un saggio sulle ascendenze junghiane di molta musica rock più "colta".

In "Universal mind" (da "Absolutely Live") e " Soul Kitchen" (nell'album "The Doors" ed ancora in "Absolutely Live") ecco il mito della caduta, della scacciata dal paradiso, dell'eterno vagabondare. Forse Milton, anch'esso molto studiato nei college americani (ricordate "Animal House"? Sutherland ammonisce gli studenti: «Ragazzi, lo so che è noioso ma dovete studiarlo»).

Con il brano "Break on Through" Jim sembra probabilmente trarre ispirazione dal Baudelaire de "I fiori del male" e de "I Paradisi artificiali" e dal De Quincey de "Le confessioni di un mangiatore d'oppio", oltrechè naturalmente da Aldous Huxley: si tratta dell'unica canzone che parli, sebbene simbolicamente, dell'uso dell'LSD. Morrison, soprattutto ai tempi dell'UCLA, lo consumava in gocce versate su zollette di zucchero. Si potrebbe discutere di "responsabilità morali", di "cattivi maestri" e non sarebbe certo fare del moralismo. Sta di fatto che le canzoni dei Doors, a differenza di quelle scritte da quell'autentico degenerato e "assassino" di Lou Reed, non esaltano mai  - che io ricordi - l'uso di droghe pesanti. Morrison ne prendeva, ma si guardava bene dal raccomandarne l'uso.

Ancora, in "Texas Radio & The Big Beat" il verso divenuto particolarmente famoso per essere stato scelto dal regista Oliver Stone come esordio del film dedicato a Morrison ed ai Doors: «Out here in the perimeter there are no stars, out here all is stoned, immaculate». Si tratta di un richiamo a "Il ramo d'oro" di Frazer e relative poesie in esso contenute ma senz'altro anche a "Cuore di tenebra" di Conrad, libro che ha ispirato il film "Apocalypse Now" (con musiche dei Doors) del regista F.F. Coppola, grande amico di Morrison. Il protagonista del film, Brando, prima di essere scannato dal tenente americano legge appunto un brano del "Il ramo d'oro".

Per finire, in "Waiting for the Sun" (la canzone inserita nell'album "Morrison Hotel") rivediamo ovviamente la famosissima opera del teatro dell'assurdo "Aspettando Godot" di Samuel Beckett.

Abbiamo così rivissuto gli anni della nostra adolescenza ed anche un piccolo pezzo della vita di Jim.

Roberto Venturi
Max Nucci

Riferimenti bibliografici:

  • Mammarella Giuseppe, "Storia degli Stati Uniti dal 1945 a oggi", Editore Laterza (Collana Storia e società), 1993, 2 ed., 548 p., € 25,82

  • Roth Philip, "Pastorale americana", Editore Einaudi (Collana Einaudi tascabili. Letteratura), 2001, 423 p., € 9,50 (sulla scelta violenta degli weathermen, spesso figli dei fiori passati alla lotta armata)

  • Huxley Aldous, "Le porte della percezione-Paradiso e inferno (The Doors of Perception)", Editore Mondadori (Collana Piccola biblioteca Oscar), 2002, Milano, 153 pag., € 6,20

  • Hopkins Jerry - Sugerman Daniel, "Nessuno uscirà vivo di qui - La sconvolgente biografia di Jim Morrison", Editore Kaos (Collana Gammalibri. Rock books), 1993, Milano, 2 ed., 345 p., ill., € 18,08

  • Nietzsche Friedrich, "La Nascita della Tragedia", Editore Mondadori Bruno (Collana Economica), 2003, Milano, 288 p., € 10,00

  • Céline Louis-Ferdinand, "Viaggio al Termine della Notte", Editore TEA (Collana Teadue), 2002, 575 p., € 8,50

  • Wagner Richard, "Lohengrin. Testo originale a fronte", Editore Le Lettere (Collana Il nuovo melograno), 1994, 201 p. (cur. Manacorda G.), € 5,16

  • Goethe J. Wolfgang, "Il divano occidentale-orientale", Editore Rizzoli (Collana Bur classici), 1997, 732 p. (cur. Koch L. e Porena I. e Borio F.), € 12,91

  • Dickinson Emily, "Poesie", Editore Garzanti Libri (Collana I grandi libri), 2002, XXIV-233 p. (cur. Giorgi S.) , € 7,50

  • Masters E. Lee, "Antologia di Spoon River" (testo inglese a fronte), Editore Rizzoli (Collana Bur Pantheon), 2002, 561 p. (cur. Rossati A.), € 13,00

  • Novalis, "Inni alla notte-Canti spirituali" (testo originale a fronte", Editore Garzanti Libri (Collana I grandi libri), 2002, 6 ed., XLVIII-121 p., € 6,20

  • Baudelaire Charles, "I fiori del male" (testo francese a fronte), Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I classici), 2003, 406 p. (cur. Prete A.), € 9,00

  • Baudelaire Charles, "I Paradisi artificiali" (testo francese a fronte), Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I classici), 2003, 406 p. (cur. Prete A.), € 9,00

  • De Quincey Thomas, "Le confessioni di un mangiatore d'oppio", Editore Rizzoli (Collana Superbur classici), 2000, 366 p., € 4,65

  • Frazer James G., "Il ramo d'oro", Editore Newton & Compton (Collana Grandi tascabili economici.I mammut), 1992, 816 p. (cur. Rosati N.), € 10,90

  • Conrad Joseph, "Cuore di tenebra", Editore Feltrinelli (Collana Universale economica. I classici), 2003, 7 ed., 124 p., € 6,00

  • Beckett Samuel, "Aspettando Godot", Editore Einaudi (Collana Collezione di teatro), 1970, 3 ed., 115 p., € 8,50

Riferimenti discografici:

Riferimenti filmografici:

  • Oliver Stone, "The Doors", Cecchi Gori Home Video, con: Val Kilmer; Meg Ryan; Kevin Dillon; Kyle MacLachlan; Frank Whaley; Michael Madsen; Kathleen Quinlan; Billy Idol; Oliver Stone, Stati Uniti, 1991, 142 min., € 19,99

  • Francis Ford Coppola, "Apocalypse Now Redux", Stati Uniti, 2001, con: Marlon Brando; Robert Duvall; Martin Sheen; Frederic Forrest; Dennis Hopper; Harrison Ford; Albert Hall; Sam Bottoms; Larry Fishburne; Scott Glenn, VM 14 anni, € 26,99

  • Oliver Stone, "JFK. Director's Cut", con: Kevin Costner; Sissy Spacek; Joe Pesci; Tommy Lee Jones; Gary Oldman; Jack Lemmon; Walter Matthau; Donald Sutherland; Kevin Bacon; Tomas Milian; J. Garrison; Laurie Metcalf; Michael Rooker; Jay O. Sanders; John Candy; Edward Asner; Vincent D'Onofrio; Sally Kirkland; Brian Doyle-Murray; Wayne Knight; Tony Plana; Beata Pozniak; Sean Stone; Lolita Davidovich; Frank Whaley, Stati Uniti, 2001, € 23,20

 

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