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JIM MORRISON & THE DOORS
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Rimbaud e Jim Morrison: il ribelle come poeta

Queste cose possono accadere negli Stati Uniti. State a sentire. C'è un accademico serio e accreditato, francesista ma pure comparatista (ha tenuto corsi su Dante), come si dice, «di chiara fama», oggi professore emerito alla Duke University. Si chiama Wallace Fowlie, e ha scritto volumi su Rimbaud, sul simbolismo francese, oltre a tradurre Rimbaud in inglese.

Nel 1968 una rockstar, Jim Morrison, capofila dei Doors, un complesso molto vicino alla Beat Generation, gli scrive per dichiarargli il suo debito: ama Rimbaud, e il libro di Fowlie è stato per lui fondamentale. Molti anni dopo, Fowlie ascolta finalmente Morrison, e scopre che l'influenza di Rimbaud è percettibile, quasi evidente. Così gli dedica particolare attenzione, tiene addirittura conferenze agli studenti su di lui, invece di mandarlo al diavolo, come, pur con tutta la possibile vanità, avrebbe fatto più di un suo collega italiano. Questo libro sanziona una frequentazione accentuatasi dopo la morte di Morrison, a ventotto anni, nel '71, a Parigi, dove venne sepolto al Père Lachaise. Fowlie fa, naturalmente, il suo onesto mestiere, con passione ma anche con molta accademica diligenza, e il libretto Rimbaud-Morrison si pone nei termini di un attento lavoro di letteratura comparata, pur se Fowlie correttamente riconosce che i testi di Morrison, molti dei quali raccolti in volume, sono inseparabili dalla musica dei Doors. Compie raffronti, spiega quale fosse il rapporto di comunicazione che Morrison istituiva con il suo pubblico. Ma forse dovrebbe fare un passo avanti.

In che senso la Beat Generation riscoprì i «poètes maudits», in Francia Baudelaire e Rimbaud, in America Edgar Allan Poe, a cominciare dal suo profeta appena scomparso, Allen Ginsberg? (Ho scritto sulla "Stampa" che mi accadde di vedere i ritratti di Baudelaire e di Poe incollati sullo sportello del frigorifero in casa di Ginsberg, a New York). In primo luogo per la loro rottura, reciproca, con la società borghese, la loro ribellione, specie ai canoni di comportamento - e assai meno sul piano del discorso. In secondo luogo, per la scoperta dei paradisi artificiali. Ma il punto da chiarire è che, almeno in una prima fase, li prese alla lettera, si identificò, volle spesso riviverli. Nel caso di Morrison, un simile aspetto balza immediatamente agli occhi, portato alle estreme conseguenze, se si pensa che la congiuntura in cui Morrison visse e operò (e si distrusse) si può lecitamente giudicare ancora più tragica e ossessiva. Così, un brano capitale di Morrison come "The End", che nella sua scansione trenodica dura più di undici minuti, introduce una dimensione crepuscolare e testamentaria che non si deve certo a Rimbaud. Poi, come si sa, Rimbaud ha subito una serie di riutilizzazioni esse pure soggettive e approprianti, ma più complesse e magari ostentate, ad esempio, ancora in tempi recenti, con Patti Smith.

Le analogie indicate da Fowlie risultano senza dubbio convincenti, a livello di interi brani di Morrison ("Soul Kitchen", "End of the Night", "Take It as It Comes"), o di singoli versi. Così come la reazione antagonistica di Morrison nei confronti degli "assassins" rimbauldiani sembra fuori dubbio, canalizzata, come osserva Fowlie, grazie alla mediazione di Henry Miller.

Il "viaggiatore" Morrison, peraltro, non ha bisogno di andare in Africa: trova i suoi spazi di esplorazione nel proprio paese, anche se poi sente la necessità di immergersi in Parigi. È l'«idillio americano», con la sua ricerca di libertà sessuale, di trasgressioni intrise talora di morte; è altresì il deliberato gesto sacrilego. "Instabilità", "irrequietezza", desiderio di fuga: sotto questo profilo Fowlie paragona Morrison a Rimbaud e a Villon, e ne spiega il mito che resiste dopo la morte, per tacere della forte componente autobiografica. Lo paragona giustamente a Narciso, e del narcisismo esasperato di Morrison, Rimbaud resta una delle maschere: nulla di meno, nulla di più.

Articolo tratto da una recensione di Gorlier, C., L'Indice 1997, n. 6

 

IL LIBRO:

Rimbaud e Jim Morrison. Il poeta come ribelle
Autore: Fowlie Wallace
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2000
Dati: 160 p.
Collana: Est. Saggi
Lingua: Italiano
Prezzo: Lire 12.000 (E. 6,19)
Sul sito: [ Vedi scheda del libro ]

EDIZIONE ECONOMICA
Anno 2000, 160 p., Coll. Est. Saggi, L. 12.000 (E. 6,19)

Anno 1997, 148 p., Coll. L'Arco, L. 22.000 (E. 11,36)

 

 

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