| Quando nel 1989
ero a Londra, un giorno mi trovai a
passare nei pressi di Victoria
Station quando vidi nella vetrina di
un piccolo negozio di libri nuovi e
usati un libro dai colori vivaci che
attrasse la mia attenzione. Si
trattava di un'edizione di "The
Lords & The New Creatures",
due brevi scritti che ancora non
conoscevo di Jim Morrison. Il libraio
mi disse, con il suo strascicato
inglese ispanico, che si trattava di
un volume che certamente non avrei
trovato pubblicato in Italia e che
per sole £ 5.50 avrei potuto
acquistare qualcosa di veramente
speciale. Non mi lasciai sfuggire
l'occasione. |
In effetti non ho mai
cercato questa pubblicazione nelle librerie
italiane, ma il fatto stesso che
frequentemente sono in cerca di materiale e
libri su Jim Morrison e i Doors senza trovare
questo volume, mi fa pensare che "The
Lords & The New Creatures" non siano
stati editi in Italia o che, quantomeno, non
abbiano riscosso successo.
Il Morrison poeta, più che il divo rock,
merita una particolare attenzione: certamente
Jim non è mai stato un bravo cantante, nè
un vero e proprio musicista; ma la sua
fortuna non scaturisce solo dall'immagine
della grande rock star votata all'eccesso,
quanto piuttosto dalla sua magia poetica. I
testi delle sue canzoni possono anche essere
semplicemente letti come una forma di poesia
matura e completa, forse quasi anticipatrice
dei tempi, che infonde stupore, meraviglia,
armonia, sgomento.
Il volume "The Lords & The New
Creatures" racchiude un po' di tutto
questo e costituisce la formalizzazione della
fucina poetica di quel Jim Morrison che
arriverà a plasmare e riorganizzare al
meglio i suoi versi solo negli ultimi due
anni prima della morte. La devozione e la
passione per la poesia e la filosofia di
Morrison mi hanno così indotto ad azzardare
questa primissima stesura della traduzione
dei due testi, confidando che il popolo del
web soccorrerà le mie lacune suggerendomi
nuove interpretazioni. Si tratta dunque non
proprio di una mia traduzione, quanto
piuttosto di una traduzione curata da tutto
il popolo della rete che con queste righe
invito a contattarmi per qualsiasi
segnalazione.
Per capire il senso dei due testi occorre
conoscere il contesto in cui vennero scritti
e pubblicati. E' certo che Jim non li scrisse
di getto, ma li pubblicò in forma privata
solo dopo una lunga e continua rielaborazione
durata anni: allora i versi, che io vi
propongo distinti come nelle edizioni
originali, di "The Lords" e di
"The New Creatures" sono frutto non
solo della rock star Jim Morrison, ma
soprattutto di quello studente Jim che
passava le notti ad annotare i propri
pensieri su tacquini e brogliacci. Nel 1969,
al momento della prima pubblicazione in forma
privata, Jim era già famoso ma le cose non
sembravano andargli particolarmente bene. Con
il conforto dei principali libri scritti su
Jim e sui Doors ("Nessuno uscirà vivo
di qui", "Album" e il libro di
testi edito da Arcana) vi faccio il punto
della situazione, sicuro che gli editori non
si dorranno di questa sorta di pubblicità in
loro favore.
Era il marzo 1970 quando Jim fu costretto a
tornare a Phoenix per il processo conseguente
l'arresto avvenuto nel novembre 1969 a
seguito del suo comportamento su un aereo di
linea. Il tutto si sarebbe probabilmente
risolto con un'assoluzione, ma di lì a poco
i guai con la giustizia sarebbero ripresi a
seguito degli eventi del concerto di Miami.
Una sera Jim aveva bevuto per ore intere ma
ancora non era ubriaco. Insieme a lui erano
Ginni Ganahl, allora segretaria dei Doors,
Kathy Lisciandro, Frank, Babe, Paul e Leon.
Era buio pesto quando presero l'ascensore per
salire al diciassettesimo piano dell'Edificio
9000 sul Sunset Boulevard dove si sarebbe
dovuto girare un breve clip. L'idea era che
Jim si sarebbe legato una corda intorno alla
vita - che nel film non si sarebbe vista - e
poi avrebbe fatto un balletto lungo il
cornicione del palazzo. Gli amici avrebbero
retto la corda se mai avesse perso
l'equilibrio.
Quando Jim spiegò la scena, tutti si
allarmarono. Sapevano che se lui voleva fare
una cosa nessuno avrebbe potuto
impedirglielo, ma non sarebbero stati suoi
amici se non avessero almeno protestato.
"Non vorrai farlo sul serio, vero?"
disse Leon. Jim lo guardò sprezzante
raccogliendo la domanda come una sfida. Con
un gesto drammatico si tolse la corda dalla
vita, saltò sul parapetto, ordinò a Paul di
cominciare a filmare, e fece il suo breve
balletto, terminando l'esibizione pisciando
sul sottostante Sunset. L'intera scena non
aveva senso se non si conosceva Jim. In quel
caso sarebbe stata soltanto la follia di un
ubriaco.
Se i suoi films rispecchiavano la
sconcertante star del rock and roll, i libri
facevano luce sull'altra personalità di Jim,
il poeta.
Era abbastanza soddisfatto delle poesie che
aveva fatto stampare. "The Lords"
era un libro molto strano: ottantadue
osservazioni di Rimbaud sulla visione e la
cinematografia stampate su un'elegante carta
uso pergamena di diciassette centimetri per
ventiquattro, rilegate in una copertina blu
con un nastro rosso e il titolo in oro.
"The New Creatures" si presentava
più modestamente: quarantadue pagine a
misura standard di poesie più recenti,
stampate su carta gialla chiara, rilegata con
cartone marrone e il titolo sempre in oro.
Jim fece portare un centinaio di copie per
ogni libro nell'ufficio dei Doors, dove
vennero ammucchiate contro il muro vicino
alla scrivania di Bill Siddons. Sulla
copertina c'era il nome completo di Jim, che
lui usava per le poesie: James Douglas
Morrison.
In "The New Creatures" le parole e
le frasi di conflitti sessuali si univano a
immagini di sofferenza e morte: c'erano
assassinii, linciaggi, terremoti, fantasmi di
bambini, malattie come l'angina e lo scolo,
piante del male, gente che balla su ossa
frantumate, saccheggi. sommosse e artisti
all'inferno. C'era un grottesco mondo
fantastico, l'aerea presenza di Lovecraft e
Bosch. Vi erano anche frequenti riferimenti
ad animali: insetti, lucertole, serpenti,
aquile, pesci preistorici, anguille,
salamandre, vermi, topi, cani selvatici.
Il 6 aprile Jim tornò nuovamente a Phoenix
con Max, apparentemente per la sentenza sulle
violazioni delle leggi del cielo. Quando Max
disse alla Corte che l'hostess di nome Sherry
aveva fatto un errore e voleva cambiare la
sua testimonianza, il giudice rimandò la
sentenza e richiamò Jim per un'altra udienza
a fine mese.
Il 7 aprile arrivarono le prime copie del
libro di Jim edito da Simon & Schuster.
Jim teneva il sottile libro fra le mani,
ammirandolo. "The Lords & The New
Creatures" ("I Signori & Le
Nuove Creature") era il titolo, e sotto,
la parola "Poesie". Jim non era
contento del modo in cui appariva il suo
nome. Avevano usato Jim Morrison, invece di
James Douglas Morrison, come aveva chiesto
lui. Avevano anche usato la foto del
"Giovane Leone" sia sulla copertina
che sul retro, e si faceva riferimento
soltanto alla sua carriera rock; non una
parola sulla sua poetica. L'interno della
copertina diceva: "Egli vede e parla
dell'America contemporanea - le città, la
droga, i films, la sete di danaro, i vecchi
preconcetti e le nuove libertà
sessuali..."
Ciononostante, Jim mandò un telegramma al
suo editore di New York che cominciava così:
"Ringrazio te e Simon & Schuster, il
libro va al di là delle mie
aspettative". A Michael McClure disse:
"Questa è la prima volta che non mi
hanno fregato". Michael giura che Jim
aveva le lacrime agli occhi.
Da un'intervista rilasciata da Frank
Lisciandro emerge chiaramente quale fosse
l'entità del trasporto poetico di Jim.
| Intervistatore: |
Quando Morrison partì per
Parigi, per ricominciare la carriera
dopo i Doors, tu credi che volesse in
qualche modo ritornare a queste sue
radici, al cinema? |
| Frank
Lisciandro: |
Sì, io credo di sì. Jim è
sempre stato molto interessato al
concetto di "visione".
Pensa al sottotitolo di "The
Lords" che è "Note sulla
visione". Gli interessava il
modo di vedere le cose e come noi
filtriamo la realtà col nostro
angolo di visuale; e pensava che il
cinema fosse un mezzo diretto per
sperimentare queste sue concezioni.
Però non credo che Jim volesse fare
del cinema e basta; secondo me
avrebbe continuato a scrivere, a far
poesia. Certo, non sarebbe tornato a
fare le stesse cose di prima, perché
quella fase della sua vita si era
esaurita. Magari sarebbe andato in
studio per un disco di blues o di
vecchie canzoni; o per un'opera rock,
per qualcosa di teatro/musica in
scena. O anche per una performance
rock da solo, come "The
Celebration of the Lizard". Gli
era sempre piaciuta quell'idea. |
| Intervistatore: |
C'è un ultimo aspetto che
vorremmo chiarire. Questa intervista
è per un libro e nessuno parla mai
del Jim Morrison bibliofilo. Era un
appassionato di libri, un editore
oltre che un poeta... Le prime
edizioni di "The Lords" e
di "The New Creatures" le
stampò in proprio, due anni prima di
Simon & Schuster... |
| Frank
Lisciandro: |
Le avete mai viste, quelle
prime stampe? |
| Lisciandro
si alza, va nella sua stanza e prende
le copie originali del libro.
"The Lords" è un
delicatissimo sedicesimo in piccolo
formato. Tascabile nel senso proprio
che doveva stare nella tasca dei
jeans, spiega. "The New
Creatures" è un oggetto più
grande e fascinoso: un astuccio di
cartoncino blu, con scritte in oro
zecchino e una cordicella che lo
richiude. Dentro, le pagine in
elegantissima carta filigrana non
sono legate ma sciolte. Oltre ai
libri, Lisciandro mostra anche un
foglietto piegato con piccoli
caratteri accurati. E' la prima
tiratura limitata di "Ode To LA.
While Thinking Of Brian Jones,
Deceased". |
| Ma questa
è un'altra affascinante storia. (M.N)
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