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LE PROFEZIE DI MAX ON LINE - 11 Settembre 2001: le profezie di Nostradamus

In questa pagina ho messo qualcuna delle mie foto in modo che possiate capire chi sono, come sono e come ero. Per le ragazze molto carine costituisce anche una specie di catalogo perchè possano decidere se mandarmi il loro numero di telefono.E' la pagina in cui ho scritto alcuni pensieri, più o meno interessanti (dipende da cosa volete leggere) e comprende alcuni articoli sugli argomenti più disparati, brevi racconti e altre curiosità; se non vi interessa un certo argomento non mettetevi a leggere quello che ho scritto perchè sono noiose le cose che si leggono senza interesse.
Qui ho raccolto i miei e altrui deliri (scritti, citazioni e foto).Troverete la mia selezione dei links a pagine di Palanche e non solo; il punto è che certe pagine le potreste trovare da soli, ma quanto ci mettereste? Qui è tutto già fatto e per provare dovete soltanto cliccare.
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La Grande Profezia
dell'11 Settembre 2001

L’attentato, l’attentatore, la data, il luogo

di Zac Crisaldi

Centurie X,72

L'an mil neuf cens nonante neuf sept mois,
Du ciel viendra un grand Roy d'effrayeur,
Resusciter le gran Roy d'Angolmois
Avant apres Mars regner par bon heur.

L'anno mille nove cento novanta nove e sette mese,
Dal cielo verrà un grande re del terrore,
Resuscitare il grande Re d'Angolmois
Prima e dopo Marte Regnare per buon ora.

In questa quartina Nostradamus (1503-1566) sembra proporci una data ben precisa in cui avverranno gli eventi da lui profetizzati: anno "mille nove cento novanta nove" e mese "sette". Tuttavia sappiamo che lo stesso astrologo francese ha espressamente affermato di aver volutamente reso enigmatiche le proprie profezie, in particolare per quanto riguarda l'esatta datazione degli eventi, cosicchè la loro interpretazione potesse avvenire «solo dopo» gli accadimenti predetti.

«Ho descritto tutto questo nelle mie profezie in modo tale che esse possano divenire interamente comprensibili solo dopo essersi compiutamente verificate.»

Così scrive il Mago di Salon nella "Lettera al figlio Cesare"del 1° Marzo 1555. In verità è ormai noto che il Veggente avesse dapprima scritto le profezie “in chiaro” su un manoscritto mai trovato; solo successivamente si occupò di renderle oscure ed impenetrabili, da una parte spinto da ragioni e motivazioni religiose e dall’altra per non incorrere nella condanna di eresia e stregoneria della Santa Inquisizione. Sta di fatto che Nostradamus provvide a celare il significato di ciascuna predizione con un linguaggio profetico che, a meno del forte simbolismo evangelico, ricorda l’Apocalisse di Giovanni ed una certa tradizione millenaristico-gioacchinita.

Scopri subito tutto su
Nostradamus

Quindi, a prima vista, le quartine e le sestine del Mago di Salon sembrano rendere particolarmente intricata la decodificazione del messaggio originario. Ma occorre chiedersi se nella fase di codificazione del contenuto profetico “in chiaro”, Nostradamus non abbia fatto ricorso ad un linguaggio e ad elementi in grado di arricchire ulteriormente le informazioni che intendeva trasmetterci. Probabilmente è così: sarebbe curioso se questa ipotesi non fosse vera giacché in tal caso il Mago di Salon trascurerebbe una tradizione secolare. Vediamone un esempio: per individuare un preciso momento storico il Veggente ci può indicare la posizione astronomica del pianeta Marte nel momento dell’avverarsi della profezia; ma potrebbe indicarci, ottenendo lo stesso risultato, anche la posizione di un altro pianeta. E’ allora chiaro che l’esplicito riferimento ad un pianeta piuttosto che ad un altro può fornire ulteriori informazioni circa la natura dell’evento: menzionando Marte il Veggente può voler indicare un conflitto, con Giove una scoperta scientifica e così via.

Il linguaggio di Nostradamus è quindi particolarmente complesso, e ciò non solo per il fatto che le profezie risultano celate da un linguaggio oscuro, ma anche perchè il linguaggio profetico in sé può fornire tutta una serie di informazioni addizionali in grado di svelare ex post l’avvenimento predetto. L’interpretazione delle quartine è quindi riservata ad uno studioso “illuminato”, come conferma il Veggente:

«Qualche volta per essere sincero ho usato termini sufficientemente comprensibili, ma anche in questo caso riuscirà a penetrare il senso del mio scritto solamente un essere illuminato.»

Il termine “illuminato” sta probabilmente ad indicare un soggetto “iniziato” alle conoscenze occulte, tra le quali – non da ultima – quella che ai nostri giorni è una vera e propria scienza: l’astronomia.

Gli enigmi che rendono oscure le Centurie ed i Presagi del Mago di Salon possono essere interpretati in ogni momento al fine di scrutare il futuro, ma possono essere definitivamente risolti solo dopo che gli eventi siano accaduti: tale precauzione è destinata a garantire all'uomo il "libero arbitrio" cristiano ed a Nostradamus una sorta di “scudo” contro le possibili accuse della Santa Inquisizione.

«A mio avviso le previsioni che sto per scrivere non sono affatto definitive: si tradurrà mio in realtà solo se così avrà deciso al momento opportuno l'infinita potenza del nostro Creatore, colui che mi ha ispirato e suggerito, non già nel bel mezzo di mistiche ebbrezze o di deliri da visionario, ma con l'aiuto di astronomiche indicazioni.»

Ciascuna profezia non è quindi definitiva ed il suo avverarsi dipende dalle libere scelte umane, delle quali, comunque, Dio è già a conoscenza (si veda al riguardo la teoria del libero arbitrio proposta da Dante).

Il meccanismo profetico che il Mago di Salon ci impone funziona un po' come una "equazione" dove le parole di ciascuna quartina costituiscono le incognite che sommate tra loro danno un certo risultato: l'evento profetizzato. Così, solo all'avverarsi del'evento si è in grado di analizzare le incognite e combinarle fino a farle combaciare perfettamente: la profezie viene spiegata – a posteriori – solo quando tutti i tasselli combaciano perfettamente.

«...ciò che mi è stato dato d'apprendere sul futuro, vicino o lontano non importa, io l'ho scritto avendo il riguardo di nascondere l'essenza con l'aiuto di frasi apparentemente incomprensibili, che non turberanno di certo i sonni dei più sprovveduti. [...] Ho scritto questo libro di profezia usando una forma volutamente oscura, e le previsioni coprono un periodo che va dai nostri giorni fino al 3797. [...] Ho descritto tutto questo nelle mie profezie in modo tale che esse possano divenire interamente comprensibili solo dopo essersi compiutamente verificate. »

Ma la quartina in esame sembra avere ben poco di oscuro. E’ apparentemente chiara già all’esordio: «L'anno mille nove cento novanta nove e sette mese».

Occorre chiedersi perchè proprio in questo caso Nostradamus abbia voluto trasgredire alla sua fondamentale regola di rendere le profezie oscure ed enigmatiche affinchè non possano essere comprese in pieno prima dell'avveramento degli eventi. Il famoso astrologo era consapevole che un tale suo comportamento avrebbe certamente contrastato con la regola divina che riconosce all'uomo il "libero arbitrio": è pertanto da escludere che in questo caso Nostradamus abbia voluto mettersi contro il volere di Dio, suo ispiratore di profezie attraverso lo Spirito.

«Queste previsioni sono frutto della sua [di Dio] volontà che si è tradotta in spirito profetico.»

L'interpretazione della quartina è così molto più complessa di quanto non sembri: anche in questo caso, e comunque in generale, la soluzione alle profezie nostradamitiche si ha, a mio avviso, applicado al contrario la regola del "rasoio di Ockham", per cui tra due possibili soluzioni all'enigma quella vera sarà sempre la più complessa.

LE INTERPRETAZIONI PRECEDENTI

Tra l’ampia letteratura interpretativa su questa quartina vi sono soluzioni piuttosto curiose e interessanti. Secondo una di tali teorie, Nostradamus avrebbe previsto la caduta su Parigi di un meteorite o della stazione spaziale sovietica MIR nell'agosto 1999 (http://perso.club-internet.fr/mnallino/nostra/).

Una seconda teoria si riferirebbe alla disposizione astronomica dei pianeti secondo la "Grande Croce" avvenuta nell’estate del 1999; per altri si tratta dell'eclisse solare dell'agosto 1999 allorchè il cono d’ombra effettivamente transitò sulla Francia. Secondo tali interpreti il "Roy d'effrayeur" sarebbe la luna  ed il "Roy d'Angolmois" corrisponderebbe al sole (www.puppenhaus.co.jp/shuppan/).

A fianco di queste interpretazioni fondate sul realismo scientifico, ve ne sono altre che interpretano la centuria X, 72 in modo a dir poco fantasioso: una invasione dal cielo nel luglio 1999 [De Fontbrune], la venuta dell’Anticristo nel 1999 [Guérin], l’avvento di una imprecisata potenza soprannaturale o extraterrestre nel 1999 [Hutin], l’incoronazione romana dell’Anticristo del capitolo XIII dell’Apocalisse nel 1999 [Piantanida], l’arrivo di feroci marziani nel 1999 [Robb], l’inizio della terza guerra mondiale nel 1999 [Roberts].

Infine, per Monterey l’indicazione dell’anno 1999 dev’essere raccordata ad un calcolo che tenga conto della “liturgia” (si veda al proposito la verosimile e pressoché comprovata teoria di Luciano Sampietro ne “Nostradamus. Settimo Millennio”) e quindi la profezia si riferirebbe al lontano XXIV secolo.

Tutte queste teorie non tengono però conto delle esplicite indicazioni di Nostradamus il quale ha scritto le proprie profezie «usando una forma volutamente oscura». L’interpretazione letterale del termine «L'an mil neuf cens nonante neuf sept mois» è dunque certamente errata ed è mio intendimento non ricadere in tale errore.

 

GRANDE PROFEZIA DELL'11 SETTEMBRE 2001: LA DATA ESATTA DELL'ATTACCO ALLE TORRI

«L'an mil neuf cens nonante neuf sept mois»

«L'anno mille nove cento novanta nove e sette mese»

Passiamo quindi ad analizzare la prima riga della quartina cercando di interpretare la data che Nostradamus indica con la formula "l'anno mille nove cento novanta nove e sette mese": in primo luogo dobbiamo chiederci se il calendario del XVI secolo adottato da Michel De Notredame fosse lo stesso utilizzato ai nostri giorni e se vi siano particolarità che richiedano un ricalcolo delle date.

Le differenze sono due. Per quanto riguarda la prima, si sottolinea che all'epoca di Nostradamus era in vigore il "calendario giuliano" che si differenzia di 11 giorni rispetto all'attuale "calendario gregoriano". Infatti Papa Gregorio decise di riallineare l'inizio della primavera del calendario giuliano con l'effettivo inizio astronomico: si procedette, quindi, ad aggiungere al calendario vigente 11 giorni "fittizi" che costituivano un errore accumulatosi nei secoli.

Una seconda e più complessa differenza riguarda lo "stile" di applicazione del calendario: certamente Nostradamus ricorreva allo "stile dell'Annunciazione" in base al quale l'anno iniziava non il 1° gennaio, bensì il 25 marzo e terminava non il 31 dicembre ma il 24 marzo dell'anno successivo. Secondo questo sistema, ad esempio, l'anno 2001 parte dal 25 marzo, mentre dal 1° gennaio al 24 marzo si è ancora nell'anno 2000. Il presente prospetto esemplificativo dovrebbe chiarire il funzionamento di questo particolare "stile":

Calendario a Stile Normale

Calendario a Stile dell'Annunciazione

31 dicembre 2000

31 dicembre 2000

1° gennaio 2001

1° gennaio 2000

2 gennaio 2001

2 gennaio 2000

..........

..........

23 marzo 2001

23 marzo 2000

24 marzo 2001

24 marzo 2000

25 marzo 2001

25 marzo 2001

26 marzo 2001

25 marzo 2001

In proposito occorre tenere ben presente che Nostradamus era un astrologo di fama internazionale con una notevole esperienza: in tutte le sue profezie egli ha fatto ampio ricorso a riferimenti astrologici ed astronomici ai fini della datazione degli eventi, dimostrando ampiamente una grande capacità di calcolo. Poichè in allora lo "stile dell'Annunciazione" andava, tra l'altro, a coincidere pressochè perfettamente con l'inizio dell'anno astrologico (che ha inizio a marzo con il sole in Ariete e termina 12 mesi dopo con il transito del sole nei Pesci), certamente Nostradamus non poteva prescinderne, giacchè nella Francia dell'epoca tale stile era persino utilizzato nella datazione di atti pubblici e transazioni commerciali.

L'equazione indicata nella prima riga della quartina profetica ci propone ovviamente le seguenti tre incognite: l'anno, il mese ed il giorno in cui l'evento illustrato sarebbe accaduto. Come in tutte le equazioni lineari, la somma algebrica di questi tre elementi, analizzati separatamente, porta alla soluzione cercata.

Analizziamo quindi l'incognita "anno". La terminologia utilizzata dal Mago di Salon  sorprende, innanzitutto, per il modo in cui esprime il numero "1999" che in francese non è "mil neuf cens nonante neuf" ma "mil neuf cens quatrevigt-dixneuf": in francese il numero "90", infatti, non viene espresso in lettere attraverso un proprio autonomo "prefisso", ma attraverso una più complessa lucuzione algebrica che letteralmente suona "quattro volte venti e dieci" (4 x 20 + 10). Pertanto, si deve concludere che la lingua utilizzata dal Profeta sia quella provenzale, da lui ben conosciuta ed utilizzata.

Scopri subito tutto sulle
Profezie

Vi è una ragione per questa scelta? Vi è un particolare significato sottostante o si tratta di casualità? Questo modo di scrivere, che a noi può sembrare una semplice forma dialettale, presenta un’indicazione ben precisa: il Veggente mette in guardia l’interprete dal fatto che ha utilizzato una numerazione cardinale e non una numerazione ordinale. Per indicare il 1999 secondo le convenzioni di allora, Nostradamus avrebbe adottato lo stile ordinale scrivendo “anno millenovecentonovantanovesimo”, giacché lo stile cardinale indica, in questo caso, l’anno 1999 “trascorso” e quindi, in realtà, l’anno 2000.

Nostradamus, quindi, scrive "mille nove cento novanta nove", per cui fornisce una elencazione di cifre "piene": ad esempio dicendo "mille", egli non intende dire "all'inizio del millesimo anno" ma piuttosto "mille anni compiuti" o "mille anni pieni".

La composizione delle cifre secondo la loro posizione logica ci porta a definire l'anno come "millenovecentonovantanove" anni "pieni e completi": il 1999 è completo alle ore 24:00 del 31 dicembre, il che equivale a dire le ore 00:00 del 1° gennaio 2000. Pertanto in tale istante il 31 dicembre 1999 è un giorno interamente trascorso, e quindi "pieno", mentre il 1° gennaio 2000 è un giorno ancora interamente da trascorrete, e quindi "vuoto". Il meccanismo è molto intuitivo e, tutto sommato, più semplice di quanto non sembri.

Inoltre, come si è detto, a seguito dell'indubbio utilizzo dello "stile dell'Annunciazione" da parte del profeta, il suo 1° gennaio 2000 corrisponde al nostro 1° gennaio 2001, in quanto il 1° gennaio è precedente rispetto al 25 marzo. La data definita dall'elemento "anno" è dunque esattamente il 1° gennaio 2001 "vuoto" o, analogamente, il 31 dicembre 2000 "pieno".

Analizziamo ora l'incognita "mese". Nostradamus in questo caso scrive "sept mois": il termine "sept" ("sette") sta ad indicare, secondo una prima ipotesi di lavoro, il mese di "septembre" ("settembre"), settimo mese dell'antico calendario. È da escludersi che si tratti del mese di luglio, attuale settimo mese del calendario, in quanto questa soluzione non esprimerebbe alcun profilo enigmatico mentre, come detto, Nostradamus ha prestato particolare attenzione - come lui stesso scrisse nella lettera al figlio Cesare del 1° marzo 1555 - a criptare ogni riferimento alla datazione al fine di non condizionare il destino dell'uomo e violare il "libero arbitrio" attribuito da Dio stesso.

Inoltre, secondo una seconda ipotesi di lavoro, il settimo mese del calendario dell’Annunciazione è, appunto Settembre (Marzo è il 1° mese, Aprile il 2°, etc.). Se ciò non bastasse si può richiamare l’ipotesi secondo la quale con il termine “sept” Nostradamus volesse in ogni caso indicare il nome del mese di "septembre" ("settembre") e non il numero corrispondente al mese. Quest’ultima è la soluzione che personalmente ritengo certamente più appropriata anche perché conferma le considerazioni svolte qui di seguito.

Si sono così analizzati i primi due elementi dell'equazione ed il risultato parziale indica "settembre 2001". A questo punto, però, vediamo che Nostradamus non ci indica il terzo elemento incognito dell'equazione: il "giorno". Evidentemente questo è sottointeso e pertanto la data cercata sarà il 1° settembre 2001 "vuoto" o, analogamente, il 31 agosto 2001 "pieno". Ai soli fini di una precisa analisi occorre osservare che il puntuale riferimento a "septembre" ci fa escludere che si possa utilizzare come risultato la "sfumatura" 31 agosto 2001 "pieno".

A questo punto occorre operare la rettifica in aggiunta di 11 giorni per passare dal calendario giuliano a quello gregoriano: sommando 11 giorni al 1° settembre 2001 "vuoto" otteniamo la data dell'11 settembre 2001 "pieno" che è la soluzione cercata e corrisponde alla data dell'attacco terroristico portato contro gli Stati Uniti d'America dagli integralisti islamici guidati dal famigerato Bin Landen.

Il fatto che Nostradamus indichi come "piena" la data dell'11 settembre 2001 sta a significare che l'evento descritto si sarebbe manifestato "nel corso" di tale giornata, così come è avvenuto, mentre se fosse stata "vuota" sarebbe potuto balenare il dubbio di un riferimento al giorno precedente (10 settembre 2001) o da un evento protrattosi da un giorno all'altro (dal 10 all'11 settembre 2001).

Questa soluzione appare, soprattutto se vista nell'ottica enigmatica di Nostradamus, ineccepibile e soprattutto certa in quanto indica con estrema precisione un evento inaspettato e di rara gravità che ha cambiato i destini del mondo intero: il grande Veggente non avrebbe potuto non profetizzare un evento di tale portata.

GRANDE PROFEZIA DELL'11 SETTEMBRE 2001: DESCRITTA LA DINAMICA DELL'ATTENTATO

«Du ciel viendra un grand Roy d'effrayeur»

«Dal cielo verrà un grande re del terrore»

Nostradamus profetizza con stupefacente esattezza la dinamica dell'attentato dell'11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti: l'attacco giunge dal cielo ("Du ciel viendra") per mano di un grande re ("un grand Roy") del terrorismo ("d'effrayeur", "del terrore").

Analizzando a fondo questa seconda riga della quartina è possibile individuare altri importanti elementi riguardanti il soggetto che ha perpetrato l'orribile attacco. In primo luogo Nostradamus ci parla di un "grande Re", quindi di una sola persona ben precisa piuttosto che di un'organizzazione: si tratta evidentemente di Osama Bin Laden, mandante dell’attentato. Inoltre, fornisce una seconda puntuale indicazione che specifica che si tratta di un re del "terrore", di un terrorista (ancora oggi in francese "effrayeur" è tradotto come “terrore” da tutti i vocabolari).

Un terzo elemento è individuabile nell'utilizzo dell'articolo indeterminato "un" in relazione al grande re: questo significa che il personaggio non è l'unico terrorista, ma uno dei tanti esistenti che spicca particolarmente tra gli altri.

Questa descrizione, evidentemente, calza perfettamente con la figura del Bin Laden che ben conosciamo, e ciò in quanto tutti i vari addendi della "equazione" portano proprio a lui: è un terrorista (1); uno dei molti (2), tra i quali spicca come un grande re condottiero (3); ha compiuto, come mandante, un attentato dal cielo (4).

GRANDE PROFEZIA DELL'11 SETTEMBRE 2001: DESCRITTA ANCHE LA REAZIONE ALL'ATTENTATO

«Resusciter le gran Roy d'Angolmois»

«Resuscitare il grande Re d'Angoumois»

L'interpretazione di questa terza riga della quartina risulta per alcuni autori particolarmente controversa, soprattutto per l'individuazione dell'esatto significato del termine "Angolmois", che taluni (Boscolo) talvoltano leggerebbero nel testo originale come "Angol-mois" (quindi "mese d'angol"). Tuttavia, questo termine non è poi tanto misterioso in quanto con una semplice ricerca lo si può tranquillamente riferire alla regione francese ed all’area francese dell’Angoumois che si trova nei pressi di Angoûleme e Cognac. Evidentemente molti interpreti hanno ricercato strane e forzate soluzioni ricorrendo ad anagrammi e scomposizioni della parola; in molti, però, non hanno provveduto a fornire indicazioni più semplici e precise.

Il mistero dietro il quale Nostradamus ha celato questa parte della profezia è, invece, un altro: chi è il personaggio indicato con il termine "grande Re di Angoumois"? Come va interpretato il temine "resuscitare" ("resusciter")? Chi è il soggetto della frase che compie l'azione (appunto l'azione: "resusciter")?

Andiamo per ordine. La storia francese ci permette di fare un elenco dei sovrani e dei personaggi storici legati all'area geografica di Angoumois, che siano stati "re" e "grandi" per la portata della loro figura. Nostradamus ricorre al termine "resuscitare" che presuppone che il personaggio fosse ben conosciuto dal profeta (che, appunto, lo chiama "grande Re"), per cui tra tutti i personaggi aventi una qualche attinenza con Angolmois escluderemo quelli nati o venuti alla ribalta dopo la definitiva stesura della quartina (seconda metà del XVI sec.). Tra tutti i nominativi così selezionati si dovrà operare una ulteriore scrematura che limiti il nostro approfondimento finale ai soli personaggi storici di primo piano. Il risultato così ottenuto è il seguente:

Nome del personaggio storico

Funzione e carica

Anno

Attinenza con Angoumois

Grandezza del personaggio storico

Possibile significato nella quartina

Attila

Re degli Unni

451 d.C.

Invase la Gallia dove sconfisse i visigoti nell’Angoumois.

Il più intelligente ed ambizioso dei principi barbari, seminò devastazione in tutto il mondo Occidentale conosciuto.

Una sorta di terrorista d’altri tempi.

Francesco I di Valois

Re di Francia

1526

Nato a Cognac nel 1494, nella nella regione di Angoumois,  è figlio di Carlo d'Orléans, conte d'Angoulême. Promozione della Lega di Cognac nella regione francese dell'Angoumois.

Fautore della Lega di Cognac, stretta nel 1526 dal Re di Francia Francesco I con papa Clemente VII, i Milanesi, i Veneziani, i Genovesi e i Fiorentini contro Carlo V

Fautore di un'ampia coalizione trasversale per combattere un nemico comune.

Carlo V

Re d'Inghilterra

1527

Avversario ed affossatore della Lega di Cognac

Nel 1527 ebbe la meglio sulla Lega di Cognac, mise fine all'indipendenza fiorentina e saccheggiò Roma

Oppositore di un'ampia coalizione

Luigi VII detto il Giovane

Re di Francia

1137

Nel 1137, a diciott'anni, sposò la figlia del duca di Aquitania, la quattordicenne Eleonora, che gli portò in dote un immenso dominio: la Guienna, la Guascogna, il Poitou, la Marche, il Limosino, l'Angoumois, la Saintonge, il Périgord.

Il divorzio da Eleonora portò alla famosa Guerra dei Cent'anni contro l'Inghilterra di Enrico Plantageneto.

?

Enrico II Plantageneto

Re d'Inghilterra

1152

Ottenne formalmente l'Angoumois in dote da Eleonora d'Aquitania.

Dopo il divorzio di Luigi VII da Eleonora d'Aquitania, questa che offrì poi la propria dote - tra cui l'Angoumois - a Enrico Plantageneto, poi re d'Inghilterra, concorrendo alla successiva guerra dei Cent'anni.

Il potente sovrastato

Filippo II Augusto

Re di Francia

1180

Tentò di riconquistare le terre che Eleonora portò ai Plantageneti, tra cui l'Angoumois.

Sovrano abile ed energico, dopo aver preso parte, con il re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone, alla III Crociata, si dedicò a riconquistare i domini passati nelle mani dei Plantageneti. Riuscì a recuperare l'Angiò, il Maine, la Turenna, la Normandia, il nord del Poitou e la Saintonge. La vittoria riportata da Filippo Augusto a Bouvines nel 1214 contro la coalizione tra Giovanni Senza Terra re d'Inghilterra.

Il condottiero delle Crociate

Riccardo Cuor di Leone

Re d'Inghilterra

1190 c.a.

Tentò di difendere e mantenere le terre che Eleonora portò ai Plantageneti, tra cui l'Angoumois.

Preso parte, con il Re di Francia Filippo II, alla III Crociata, e difese le terre francesi portate in dote da Eleonora d'Aquitania.

Il condottiero delle Crociate

Giovanni Senza Terra

Re d'Inghilterra

1210 c.a.

Tentò di difendere e mantenere le terre che Eleonora portò ai Plantageneti, tra cui l'Angoumois.

Difese le terre francesi portate in dote da Eleonora d'Aquitania.

?

Le figure di caratura nettamente superiore sono certamente quelle di Filippo II Augusto e Francesco I, entrambi Re di Francia, da una parte e di Enrico II Plantageneto, Re d'Inghilterra, dall'altra. Analizziamone i profili con un maggiore dettaglio.

Filippo II Augusto determinò la fine della dominazione inglese a nord della Loira, l'indebolimento del potere regale in Inghilterra e il declino dell'importanza politica dell'impero. All'interno del regno, Filippo Augusto riordinò l'organizzazione amministrativa e giudiziaria, facendo della borghesia urbana il sostegno della monarchia. La crociata contro gli Albigesi, cominciata nel 1209, durante il suo regno, è caratterizzata da feroci eccessi di crudeltà: fu un'occasione per riunire di fatto alla corona certe province che con essa avevano ormai soltanto un legame di vassallaggio molto blando.

Francesco I di Valois (Cognac 1494 - Rambouillet 1547), contemporaneo di Nostradamus, era figlio di Carlo d'Orléans, conte d'Angoulême, e di Luisa di Savoia. Sposò la figlia del re Luigi XII, Claudia di Francia, e conseguentemente ne ereditò il trono. La sua vita di grande condottiero è così intensamente costellata da guerre e  battaglie, vittoriose e non, che è quasi impossibile sintetizzarle in poche righe. Il 15 settembre 1515 a Melegnano riconquista il Milanese; l'anno seguente sigla la «pace perpetua» che vincola gli elvetici non solo a non attaccarlo ma, addirittura, a fornirgli mercenari; è quindi a Bologna ove sottoscrive con papa Leone X un concordato che gli riconosce il diritto alle nomine clericale; si candidò alla successione di Massimiliano d'Austria come Imperatore ma venne scalzato da Carlo V, suo storico avversario;  nel 1524 riuscì a bloccare le invasioni degli Inglesi nella Piccardia, degli Spagnoli nelle Fiandre e degli Austriaci nella Champagne; tornò in Italia, a riconquistare il Milanese ed in tale tentativo venne fatto prigioniero e portato a Madrid. La libertà gli costò la cessione a Carlo V dei territori italiani e della Borgogna.

Fu fautore della Lega di Cognac, stretta nel 1526 con papa Clemente VII, i Milanesi, i Veneziani, i Genovesi e i Fiorentini contro Carlo V: iniziò un periodo turbolento con un susseguirsi di vittorie, tregue e sconfitte  che si conclusero nel 1529 con la Pace di Cambrai che gli permise di riottenere la Borgogna pur sacrificando i domini italiani. Il matrimonio con la sorella di Carlo V, Eleonora, non attenuò le velleità di conquista di Francesco I  che dopo poco si alleò con i protestanti della Lega di Smalcalda (1531), con Enrico VIII d'Inghilterra e con i Turchi. Occupò i domini dei Savoia alla morte del Duca di Milano al fine di garantirsi la via di accesso per la riconquista dell'Italia. Francesco I di Valois fu non solo un sovrano particolarmente ardito e temerario, ma anche un grande e sensibile mecenate.

Il nostro terzo candidato è Enrico II che iniziò la conquista dell'Irlanda di cui si proclamò signore (1172) e col matrimonio con Eleonora di Aquitania (1152) ampliò la propria potenza in Francia: infatti ai domini ereditati dal padre (Angiò, Maine e Turenna) e dalla madre (Normandia) aggiunse la Guienna, il Poitou, il Saintonge, l'Alvernia, il Périgord, l'Angoumois ed il Limousin. Questa situazione assurda per cui il re d'Inghilterra era vassallo del re di Francia, ma di lui assai più potente, generò un lunghissimo conflitto durato tutto il sec. XIII, conflitto che, sopito parzialmente durante i regni di Enrico III in Inghilterra e di San Luigi IX in Francia, l'uno alle prese con gravi problemi interni, l'altro con le crociate, e brevemente interrotto sotto il regno di Edoardo I il quale riuscì a conquistare il Galles (1283) e a sottomettere la Scozia.

A questo punto la scelta tra i tre sovrani non appare difficile: la figura di Francesco I di Valois è decisamente la più rilevante sia sotto il profilo politico (in quanto riuscì a tenere testa al più potente Carlo V) sia sul piano militare. Inoltre, la sua avventura nella "Lega di Cognac" valutata dopo la reazione americana agli eventi successivi all'attacco dell'11 settembre 2001 calza perfettamente la il senso quartina che sembrerebbe indicare una reazione alla violenza dell'integralismo islamico attraverso un'ampia "coalizione" (una "Lega"). Oltre a tutto ciò, Francesco I di Valois nacque proprio a Cognac nell'Agolmois ed era figlio del conte d'Angoulême. Come se ciò non bastasse, per fugare ogni dubbio sulla figura indicata dal Mago di Salon, che era contemporaneo del sovrano, Francesco I fu promotore della «pace perpetua», che ricorda l’operazione “Libertà duratura” dei giorni nostri: un patto volto, come detto, non solo a vincolare i nemici elvetici a non attaccarlo ma addirittura a fornirgli supporto militare.

Si tratta della stessa identica situazione che vede gli Stati Uniti cercare alleati tra i Paesi islamici che potrebbero, invece, rappresentare una seria minaccia alla coalizione occidentale nella guerra contro il terrorismo.

Ora si tratta di attribuire un preciso significato alla terza riga della quartina attraverso l'identificazione di Francesco I di Valois con il "grande Re di Angolmois". Per fare questo riepiloghiamo le caratteristiche peculiari di questo personaggio storico:

1)    abile politicamente;

2)    energico, combattivo e coraggioso;

3)    promotore di un'ampia coalizione contro il nemico (Lega di Cognac) anche attraverso alleanze strategiche (Pace perpetua).

La profezia di Nostradamus sembrerebbe quindi indicare che, a seguito dei tragici attacchi terroristici, emergerà o si metterà in luce un personaggio politico con uno spirito ed un carisma così forti che sembrerà sia resuscitato Francesco I di Valois, il "grande Re di Angolmois".

Il secondo enigma che ci sottopone Nostradamus in questa terza riga della quartina X, 72 riguarda, quindi, l'individuazione dell'attuale personaggio politico che viene associato dall'autore alla figura del re Francesco I di Valois. Occorre notare che indicando questo personaggio, Nostradamus ha evidentemente voluto specificare che in futuro sarebbe emerso un personaggio che avrebbe reagito ("resuscitato") alla violenza terroristica con una "coalizione" e non con una "crociata": se avesse voluto paragonare l'operazione internazionale "Libertà duratura" ad una crociata avrebbe invece  fatto riferimento alla figura del re di Francia Filippo II Augusto, crociato nel 1209.

A prima vista ci pare ovvio che si debba trattare di un uomo legato alla coalizione che supporta gli Stati Uniti, piuttosto che alla fazione terroristica. La ricerca inizialmente condotta mi aveva portato a raffrontare la figura di Francesco I con molti personaggi, tra cui George W. Bush, Tony Blair, Vladimir Putin e Ariel Sharon.

Dopo un’ampio raffronto è risultata lampante la corrispondenza tra le figure di Gorge W. Bush e Francesco I.

Per quanto riguarda la fazione terroristica, oltre la scarsa rispondenza rispetto alla figura di Francesco I, vi sono alcune ragioni "tecniche" che ci fanno escludere senz'altro che il "grande re" possa essere di Osama Bin Laden o il suo braccio destro Al Zahawari:

1)    dal confronto tra la seconda e la terza riga della quartina si verifica che nel primo caso il "grand Roy" è indicato con l'articolo inderminativo "un", nel secondo caso con l'articolo determinativo "il" (in francese "le"). Non si può quindi trattare della stessa persona in quanto:

a) nella seconda riga ("un") si parla di un generico personaggio tra i molti possibili, mentre nella terza riga ("il") si fa riferimento ad un unico personaggio specifico;

b) il "Roy d'Angolmois" viene alla ribalta ("resusciter") in conseguenza ed in contrapposizione al "Roy d'effrayeur" che dunque non può essere la stessa persona.

2)    il "Roy d'effrayeur" viene dal cielo, e come tale non può essere allo stesso tempo il "Roy d'Angolmois" che, invece, "resuscita".

Ma vi è di più. Come ho indicato in un articolo sulla profezia nostradamitica riguardante "Il Medico del Grande Male", la figura di Al Zahawari non dev'essere considerata subalterna a quella del più noto Osama Bin Laden, in quanto il primo è lo stratega del network del terrore mentre il secondo è il finanziatore ed il trascinatore delle folle fanatiche.

Sebbene i contorni di questi personaggi non siano tratteggiati in modo particolarmente preciso (ad esempio al 1° ottobre 2001 il sito internet dell'FBI, Federal Boureau of Investigatione, all'indirizzo www.fbi.org, sosteneva erroneamente che Al Zahawari fosse un fisico anzichè, come in realtà è, un medico chirurgo), è ben noto che il vertice del terrorismo fondamentalista è caratterizzato da un forte dualismo tra le due figure: il medico egiziano ricorda un po' la figura di Cheguevara. In presenza di un simile dualismo si deve, pertanto, escludere che Bin Laden o Al Zahawari possano essere in alcun modo associati alla figura unica del "grand Roy d'Angolmois".

Questa stessa importante considerazione ci consente, allo stato delle conoscenze attuali, di escludere altri due personaggi dalla nostra check-list: si tratta della premiership caratterizzata da un forte e contrastato dualismo come quella francese (Chirac/Jospin) ed israeliana (Sharon/Peres).

È soprattutto lo spirito risoluto, deciso e ardito che accomuna George W. Bush e Francesco I di Valois, entrambe promotori di una grande coalizione internazionale.

Ciò posto, entriamo ulteriormente nel dettaglio di questa terza parte della quartina cercando di spiegare esattamente il termine "resusciter" ("resusciter") al fine di capire quale sia l'esatto rapporto tra il "grand Roy d'effrayeur" ed il "gran Roy d'Angolmois": in proposito è possibile fornire due principali interpretazioni.

La prima interpretazione è piuttosto letterale: il "grande re d'Angolmois" Francesco I verrà, per così dire, "resuscitato" in quanto vi sarà un nuovo personaggio che ne incarnerà non solo tutte le caratteristiche di grande condottiero ed abile politico, ma addirittura creerà una nuova coalizione internazionale per combattere un grande nemico come già fece il sovrano francese con la Lega di Cognac.

Una seconda possibile interpretazione Nostradamus darebbe per scontato che vi sia un personaggio (il "grande re d'Angolmois") analogo a Francesco I di Valois: questa nuova figura dei nostri giorni - che comunque è sempre George W. Bush - verrà "ri-suscitata" ("re-susciter") dal "grande re di terrore", quindi verrà "suscitata nuovamente". Questa suggestiva ipotesi presuppone che prima dell'11 settembre 2001 vi sia già stata una prima "provocazione": individuarla non è particolarmente difficile ed anzi si ha l'imbarazzo della scelta tra gli attentati alle ambasciate americane in africa, al primo attentato nei sotterranei del World Trade Center ed alla Guerra del Golfo destinata, tra l'altro, a neutralizzare il potenziale bellico e terroristico del regime iraqueno di Saddam Hussein (epoca in cui alla Casa Bianca era George Bush padre).

Quale tra le due ipotesi è la più verosimile? Seguendo nuovamente il ragionamento inverso del "rasoio di Ockham" dovremmo propendere per la seconda interpretazione; ma a conforto di questa scelta vi è un'altra fondamentale ragione.

Infatti, Nostradamus era un fervente cristiano, tanto che la sua opera profetica è, per sua stessa ammissione, una rivelazione divina. Per questo l'utilizzo del termine "resuscitare" non appare compatibile con la teologia del Mago di Salon per le seguenti ragioni:

1) secondo il cristianesimo la resurrezione dei morti avverrà solo alla fine dei tempi, e certamente  Nostradamus non era propenso a "giocherellare" con termini di così grave portata per un cristiano, per cui avrebbe preferito un termine come "eguagliare" o "ricordare";

2) la resurrezione prima della fine dei tempi è una caratteristica divina propria di Gesù Cristo, l'unico in grado, secondo la cristianità, di compiere un tale immenso prodigio, mentre il personaggio indicato in Francesco I non ha assolutamente nulla di divino;

3) per la stessa ragione che precede l'accostamento tra Cristo e Francesco I  probabilmente non ha mai nemmeno sfiorato la mente del profeta francese.

In conclusione la frase «Resusciter le gran Roy d'Angolmois», inizialmente tradotta come «Resuscitare il grande Re d'Angoumois», deve essere così parafrasata: "Provocherà nuovamente Bush, il novello Francesco I di Valois".

Occorre fare una piccola chiosa per spendere una parola sulla figura di Attila, autorevolmente menzionato come riferibile ad “Angolmois” dal Sampietro. Se così fosse dovremmo concludere che i due “Re” di cui parla la quartina siano la stessa persona, il che, come si è avuta cura di dimostrare, non è possibile.

Infine, è da notare che taluni, attraverso la ghematria ebraica, ritroverebbero in questa parte della quartina il nome di Usama Bin Laden e altre informazioni connesse all’attentato. Ritengo la mia spiegazione decisamente più convincente.

 

GRANDE PROFEZIA DELL'11 SETTEMBRE 2001: I TERMINI DELL’ATTENTATO

«Avant apres Mars regner par bon heur.»

«Avanti e dopo Marte regnare per buon ora.»

Com'è noto Nostradamus ha fatto ampio ricorso a riferimenti astronomici ed astrologici per fornire indicazioni cronologiche sia statiche (ad esempio una data esatta) che dinamiche (ad esempio la durata di un evento). Come si rileva nella sua lettera profetica formalmente indirizzata al re Enrico II di Francia, il tempo che scandisce le profezie è visto dal Mago di Salon come un elemento particolarmente complesso che diviene chiaro solo quando si offrono precisi riferimenti astronomici basati sulla reciproca posizione di costellazioni, stelle, pianeti e satelliti.

Le conoscenza dell'epoca già consentivano calcoli particolarmente precisi ed in ciò Nostradamus era considerato tra i più abili astrologi dell'epoca, tanto che oggi per risolvere i suoi calcoli non è quasi sufficiente un buon software astronomico.

Per studiare quello che sembrava un vero e proprio riferimento astronomico ho fatto ricorso al software “Astronomy Lab 2 v. 2.03”  e “Stella 2000 v. 6.01” con i quali ho visualizzato il cielo alle ore 8.46 AM di New York (USA).

Con il primo programma ho individuato l’orbita di Marte nell’anno 2001 ed ha rilevato come nel settembre di quell’anno il pianeta si trovasse nella costellazione del Sagittario, appena reduce da un moto retrogrado.

Come si vede dal grafico fornito dal programma il pianeta, a seguito del moto retrogrado, ha un’orbita “apparente” che transita nel segno del Sagittario (area al di sopra la linea verde) per la massima parte dell’anno. In tale posizione si trova anche la data dell’11 settembre (in corrispondenza del circoletto blu). Il grafico mostra anche che prima di trovarsi in Sagittario, la posizione di Marte era nel segno dello Scorpione (prima di metà febbraio 2001) e che nell’ultima settimana di Settembre si sarebbe venuto a trovare nel segno del Capricorno (parte in basso a destra del grafico indicato da una freccia).

Secondo la tradizione culturale astrologica ogni pianeta trova il suo “posizionamento” naturale in uno o più segni. Questo che per semplicità io chiamo “posizionamento” può riguardare aspetti positivi o negativi a seconda della combinazione pianeta-segno. Tale combinazione può avere risvolti favorevoli (“domicilio”, “esaltazione”) o sfavorevoli (“esilio”, caduta”).

Si badi bene che questi riferimenti astrologici vengono qui menzionati solo come un elemento di carattere culturale, fondato su una tradizione millenaria cui aderiva Nostradamus. Ma ai fini dell’interpretazione della quartina non è certo mia intenzione mettere in gioco più o meno credibili influenze astrali.

Ebbene, secondo la tradizione astrologica tolemaica, Marte ha esattamente il proprio domicilio in Scorpione e la propria esaltazione in Capricorno.

Ecco che quindi la frase «avanti e dopo Marte regnare per buon ora» potrà essere tradotta come “prima e dopo l’evento profetizzato, Marte si troverà in una posizione favorevole” (ma non lo sarà al momento dell’evento stesso: il segno del Sagittario è sostanzialmente “neutro” rispetto a Marte). Tra l’altro sul piano astrologico termine “regnare” descrive perfettamente la situazione appena descritta.

Il fatto, poi, che il Veggente ci indichi la esatta posizione di Marte al momento dell’attacco è particolarmente significativo: da una parte tale scelta del Mago di Salon sta ad indicare che l’evento è particolarmente cruento (in astrologia il pianeta Marte racchiude in sé il significato di guerra e violenza); dall’altra ci indica il luogo dove è profetizzato l’attentato.

Infatti, secondo le più antiche tradizioni astronomiche, la posizione di un corpo celeste in prossimità dell’orizzonte assume una particolare rilevanza. Si ricorda, ad esempio, come per gli antichi egizi avesse un significato religioso la levata eliaca di Orione che sorgeva da sotto l’orizzonte.

 

Con il programma “Stella 2000” ho osservato il moto di Marte visto da New York al momento dell’attentato. Ebbene: il pianeta alle 8.46AM dell’11 settembre 2001, visto da quel punto esatto, era sopra l’orizzonte di quasi 2° e stava tramontando. Marte era praticamente appena tramontato alla vista dopo lo schianto sulla seconda torre del WTC.

Indicare il pianeta Marte piuttosto che un altro pianeta significa non solo fornire un indicazione sul “tempo” in cui si realizza la profezia, ma anche il luogo dove l’evento avviene: in questo caso New York giacché – considerate le enormi dimensioni della città – l’evento astronomico era visibile così come descritto solo da lì.

A questo punto è possibile fornire la seguente interpretazione della quartina profetica:

“L’11 settembre 2001 a New York verrà dal cielo un grande condottiero terrorista che con un’azione violenta provocherà nuovamente Bush, il novello Francesco I di Valois, condottiero e promotore di un’ampia coalizione e di ‘Pace perpetua’ (Enduring Freedom).”

Questo, allo stato delle conoscenze è quanto io posso dire sulla Grande Profezia dell’11 settembre. Cose che ad oggi nessuno ha mai detto.

Ma vi sono anche tante altre quartine riguardanti la guerra contro il terrorismo la cui interpretazione lascia altrettanto sbigottiti.

Ma questa è un’altra storia, l’occasione per un nuovo articolo.

Zac Crisaldi

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