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PROFEZIE, PREMONIZIONI, PRECOGNIZIONI E PREDIZIONI.
IL CASO DELL'INCIDENTE AEREO DI LINATE.
Se consultiamo un dizionario cercando il termine "profezia" troveremo una spiegazione del tipo "predizione di un evento futuro dovuta ad ispirazione divina". Questa definizione di "profezia" non è errata ma, nel contempo, non può nemmeno dirsi perfettamente corretta: il termine, infatti, racchiude un significato ben più ampio giacché sotto la parola "profezia" si indicano anche fenomeni minori, in qualche modo analoghi e correlati alla profezia vera e propria.
La profezia è, in generale, una forma di divinazione ispirata che permette la previsione di importanti avvenimenti (guerre, rivoluzioni, vita e morte di grandi personaggi, catastrofi naturali e così via) destinati ad accadere negli anni o nei secoli a venire. Lo studio delle profezie sotto il profilo culturale e scientifico richiede, però, una più esatta definizione del fenomeno; una definizione che permetta di distinguere e classificare le divinazioni in base alle loro caratteristiche peculiari. E questo poiché in qualsiasi momento della vita di chiunque possono manifestarsi espressioni profetiche "ordinarie", talvolta persino banali.
Infatti, anche quando prendiamo un appuntamento di lavoro o prenotiamo un check-up dal medico, noi stessi realizziamo una sorta di "profezia" poiché esprimiamo il desiderio di fare "qualcosa" in un prossimo futuro, e lo decidiamo sulla base delle nostre necessità del momento, dando per scontato che andremo all'appuntamento o che faremo la visita.
Queste esperienze predittive quotidiane hanno degli aspetti in comune con la profezia vera e propria: da una parte le accomuna il carattere emotivo della premonizione espressa sotto forma di desiderio (l'intenzione di presenziare all'appuntamento o di farsi visitare dal medico), dall'altra le lega il carattere visionario od onirico della precognizione e della predizione (l'immagine chiara degli strumenti del medico che fa il check-up o dell'abbigliamento della persona da incontrare). Il tutto è, per così dire, "sigillato" dal sentimento di assoluta certezza di ciò che ancora non è avvenuto ma che avverrà, che è la caratteristica tipica della profezia.
Quello appena enunciato è un concetto che richiama alla mente quello di "fede" caro ad Erich Fromm (cfr. "La rivoluzione della speranza", Bompiani, 1990, Milano). Questi non vede la "fede" come vera e propria previsione del futuro ma piuttosto come visione del presente in stato di "gestazione": é la certezza che l'incertezza é "quasi certa" - il che é vero quanto paradossale - o forse é, molto più semplicemente, ciò che si desidera veramente e che si sa di poter ottenere.
Secondo l'accezione più ampia possibile, costituisce una profezia tanto un appuntamento fissato, quanto una quartina delle Centurie di Nostradamus. Occorre, pertanto, differenziare in maniera precisa i vari livelli di profezia distinguendo tra le premonizioni, le precognizioni, le predizioni e le profezie propriamente dette.
Le premonizioni si percepiscono mentalmente e senza la mediazione dei sensi, in un normale stato di coscienza, come sensazioni indefinite o come residuo di un sogno rimosso (la sensazione che il telefono stia per squillare, che un amico stia per avere un incidente e simili).
Le precognizioni sono più precise e circostanziate giacché coinvolgono la percezione pseudovisiva che si manifesta nella "fase REM" del sonno (sogno) o in uno stato di lieve alterazione di coscienza indotta da particolari sentimenti (tristezza, rabbia, amore e simili). L'elemento sensoriale fa sì che le precognizioni siano avvertite come esperienze non distinguibili dalla realtà fino a che la ragione non abbia interamente scandagliato l'esperienza avuta.
In tutte le diverse possibili forme di precognizione l'elemento percettivo è sempre presente e può riguardare anche tutti e cinque i sensi: tra queste è particolarmente significativo il fenomeno del "doppione psichico", detto "Vardogr" (cfr. F.S. Edsall, "The world of psychic phenomena"), in base al quale una persona può essere ben conosciuta da molte altre senza che, tuttavia, abbia mai avuto con queste alcun tipo di rapporto.
A differenza delle premonizioni e delle precognizioni, le predizioni si manifestano attraverso atti volontari e deliberati posti in essere attraverso due diverse tecniche: la prima consiste nell'interpretazione di particolari segni (la posizione dei pianeti, i fondi di tè o di caffè e simili), mentre la seconda prevede l'assunzione droghe rituali in grado di consentire il contatto con forze sovrannaturali in uno stato di alterazione di coscienza.
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ProfezieLe profezie propriamente dette nella quali, ad esempio, dovrebbe essere ricompreso l'Apocalisse di Giovanni sono, invece, rivelazioni provenienti direttamente da divinità e riguardano i destini del mondo per un ampio orizzonte temporale.
Vi è poi un'infinità di classi intermedie che racchiudono aspetti comuni a più fenomeni: così le "Centurie" di Nostradamus che uniscono la rivelazione divina propria della profezia all'interpretazione dei segni astrologici tipica della predizione.
A questo punto è senz'altro utile esaminare un caso concreto al fine di passare dall'approccio teorico a quello pratico.
IL CASO DELL'INCIDENTE AEREO DI LINATE.
È stato recentemente pubblicato un articolo su un quotidiano nazionale ("Il Secolo XIX" del 9 Ottobre 2001, pag. 3) nel quale veniva intervistato un poliziotto genovese in servizio all'aeroporto di Linate: questi aveva assistito al tragico incidente avvenuto tra un piccolo velivolo "Cessna" ed un aereo di linea "MD80" alle 8,10 dell'8 Ottobre 2001. L'impatto, causato dalla scarsa visibilità, ha provocato la morte di 118 persone.
Nicola, l'agente intervistato, ha raccontato lo sgomento generale dei presenti e le primissime operazioni di soccorso cui ha partecipato, tralasciando un aspetto del tutto insignificante ai fini del reportage giornalistico ma importante ai fini della nostra analisi. Lasciando agli addetti ai lavori la cronaca di quella drammatica mattinata, ci limiteremo ad analizzare quanto l'intervistatore non ha riportato nel proprio articolo dell'intero racconto del poliziotto.
Dopo aver preso contatto con Nicola, questi ci ha riferito di avere ricevuto da un'amica, Michela R.D. [i cognomi sono omessi per volontà degli intervistati], un messaggio "sms" proprio pochi istanti prima del terribile schianto. Al termine del lungo orario di servizio, infatti, l'agente di polizia ha acceso il cellulare trovando un messaggio inviato alle ore 7,43, quindi ben prima che l'incidente fosse avvenuto, con il testo "Sei a Linate? Cosa è successo lì? Stai bene?".
Si è poi saputo che il mittente, Michela R.D., nella notte che ha preceduto il disastro si era svegliata più volte di soprassalto con la sensazione che una qualche tragedia fosse già avvenuta o fosse imminente. La abbiamo raggiunta e lei ci ha raccontato: "Quella notte ho sognato un terribile schianto a Milano Linate e mi sono svegliata più volte di soprassalto ed ogni volta mi sono accorta di stare piangendo a dirotto".
A questo punto Michela distende i nervi e ci racconta per filo e per segno la sua strana esperienza: "Il giorno prima c'era stato il referendum e dopo il voto sono subito tornata a casa dove ho passato una tranquilla serata con mio marito Paolo.".
Quindi una serata normalissima che, nottetempo, si è movimentata: "Al mio risveglio notturno dopo la prima "ondata" dell'incubo premonitore d'istinto ho subito preso il telefono per chiamare Nicola che sapevo essere regolarmente in servizio all'aeroporto di Linate, ma poi visto che erano le 4 di mattina ho pensato che era meglio lasciare perdere. Mi sono limitata a mandargli un messaggino al mio risveglio, più che altro per tranquillizzare me stessa...".
Abbiamo chiesto a Michela se si trattasse delle prima volta che le capitava un evento simile: "Si tratta di un fenomeno che mi è già accaduto altre volte e che alcune volte è successo ai miei fratelli ed al ramo materno della mia famiglia. Ma mai mi è accaduto per fatti così tragici.". La giovane appoggia le mani sulla sedia come per alzarsi: questo dialogo le fa tornare alla mente un'esperienza traumatica. Così concludiamo chiedendole di cosa creda che si tratti e senza tentennamenti ci fa presente che "...si tratta di una specie di potere che mi fa avvertire le cose prima che queste accadano.".
A questo punto ci chiediamo come classificare e come spiegare l'esperienza di Michela: in base alle definizioni già fornite la scelta dev'essere senz'altro limitata ai fenomeni della "premonizione" e della "precognizione". Il fatto che l'incubo si sia ripetuto più volte nel corso della notte ci fa escludere la prima che è solitamente legata ad uno stato di veglia oppure ai residui onirici che si generano al risveglio, allorché il sogno è, per così dire, "razionalizzato".
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NostradamusSeguendo l'esatta definizione già fornita è possibile definire l'esperienza di Michela come una "precognizione" poiché gli elementi dell'incubo sono precisi ("un incidente aereo"), circostanziati ("all'aeroporto di Milano Linate") e coinvolgono la percezione sensoriale pseudovisiva (immagine dell'amico poliziotto) in uno stato di sonno accompagnato da una lieve alterazione della coscienza indotta dalla paura generata dall'incubo stesso.
Tutte queste distinzioni ed analisi, però, non mi hanno evitato di rimanere letteralmente incredulo quando Nicola mi ha mostrato il messaggio "sms" con scritto "MICHELA - 08 Set 01 - 07:43 - Sei a Linate? Cosa è successo lì? Stai bene?".
Zac Crisaldi
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