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FATHERLAND

 Fatherland 
Fatherland Titolo Fatherland
Autore Harris Robert
Prezzo € 8,40
Dati 378 p.
Anno 1993
Editore Mondadori
Collana Oscar bestsellers

 

Nel 1964 Berlino è la capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali. Il Presidente degli Stati Uniti decide di recarsi in Germania per trattare con Hitler, ormai settantacinquenne e sempre al comando.

Alla vigilia dell’incontro un gerarca nazista muore misteriosamente. Dalle indagini sul caso affidate a Xavier March, brillante investigatore berlinese, emerge il vivido ritratto di una società corrotta e scontenta, di un potere ancora forte, ma fatalmente destinato alla disgregazione. Un thriller fantapolitico raggelante e grandioso. Un romanzo eccitante nato da un’ipotesi storica che fu sul punto di avverarsi e di cambiare il destino del mondo.

Cento milioni di padroni tedeschi, perfettamente sicuri di sé, avrebbero dovuto essere insediati in Europa con mezzi brutali, e garantiti nel loro potere dal monopolio di una nuova civiltà tecnica e dalla manodopera asservita di una popolazione locale sempre meno numerosa, formata da cretini analfabeti, malati e abbandonati, in modo che potessero avere il tempo libero per sfrecciare lungo le sterminate Autobahnen, ammirare l'ostello della Forza nella Gioia, la sede centrale del Partito, il Museo Militare e il Planetario che il loro Führer avrebbe fatto erigere a Linz (la sua nuova Hitleropolis), visitare le gallerie d’arte locali e ascoltare, addentando krapfen alla crema, le interminabili registrazioni della Vedova allegra. Questa doveva essere l‘Età Aurea Germanica, dalla quale neppure l’immaginazione avrebbe avuto il potere di evadere.

 

HUGH TREVOR-ROPER
The Mind of Adolf Hitler

 

A volte la gente mi dice: «Attento! Ti troverai alle prese con vent’anni di guerriglia!». E una prospettiva che mi rende felice... La Germania rimarrà in uno stato di allerta continua.

ADOLF HITLER
29 agosto 1942

 

Stampe & Ristampe

 1993 
Fatherland Fatherland 
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,40  
Metti nel carrello
 1992 
  Fatherland 
Harris Robert ; Mondadori 
€ 16,53  
Avvisami

 

 

L'autore: Robert Harris

 2005 
Pompei. 79 d.C. Venti ore alla catastrof Pompei. 79 d.C. Venti ore alla catastrofe 
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,40  

Pompei, 79 d.C. Mancano solo due giorni all'immensa eruzione del Vesuvio. È un'afosa settimana di fine agosto. Lungo la costa i ricchi oziano nelle ville di lusso. Attorno a loro, invisibili, si muovono gli schiavi costretti a subire l'ingiustizia della propria condizione. La flotta navale staziona pacifica nel porto di Miseno. In questo clima di calma apparente, solo un uomo è preoccupato: l'ingegnere Marco Attilio, da poco responsabile dell'Aqua Augusta, l'imponente acquedotto che rifornisce nove città del golfo. Giunto in tutta fretta da Roma dopo che il suo predecessore è scomparso misteriosamente, Attilio si rende conto che le sorgenti, per la prima volta da tempo immemorabile, si stanno esaurendo e si mescolano con lo zolfo.
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 2003 
Pompei Pompei 
Harris Robert ; Mondadori
€ 18,60  
Metti nel carrello
 2002 
diari di Hitler I diari di Hitler 
Harris Robert ; Mondadori     Attualmente non disponibile su iBS
€ 8,40  
Avvisami
 2001 
diari di Hitler I diari di Hitler 
Harris Robert ; Mondadori
€ 18,59  

Il 1° aprile 1983, l'autorevole storico Hugh Trevor-Roper riceve una telefonata dal vicedirettore del "Times", Colin Webb, che gli chiede di autenticare del materiale assolutamente esplosivo proveniente dalla rivista "Stern": niente meno che i diari privati di Hitler. Ma lo scoop che sembrava destinato a cambiare l'interpretazione della storia del Novecento si rivelò una delle più costose e sensazionali truffe dei nostri tempi: 60 quaderni apparentemente di pugno del dittatore nazista pagati quasi quattro milioni di dollari, che nel giro di due settimane risultarono solo una rozza contraffazione. Robert Harris racconta l'incredibile vicenda di uno dei più paradossali episodi del mondo dell'editoria.
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 1999 
  Archangel 
Harris Robert ; Mondadori     Attualmente non disponibile su iBS
€ 7,75  

Un libro emozionante e sorprendente, non si può far a meno di notare che Harris scrive solo libri sul risorgere o sul continuare a prosperare, di potenze quali il nazismo o il comunismo (si veda Fatherland).

Avvisami

 1997 
  Enigma 
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,00  

E'il libro più bello scritto da Harris. Migliore sia di Fatherland sia di Archangel. A differenza di questi ultimi ENIGMA non è un romanzo di fantapolitica. La macchina usata dai tedeschi per criptare i loro messaggi (da cui il romanzo prende il titolo) è esistita davvero! Ha ispirato l'analogo film.

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 1993 
Fatherland Fatherland 
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,40  
Metti nel carrello
 1992 
  Fatherland
Harris Robert ; Mondadori     Attualmente non disponibile su iBS
€ 16,53  
Avvisami

 

Le recensioni

Recensione de L'indice
recensione di Cases, C., L'Indice 1992, n.10
(recensione pubblicata per l'edizione del 1992)

In base all'ipotesi che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi (ipotesi assai vicina alla realtà economica del dopoguerra) sono già stati scritti molti libri tra cui un classico della fs, "La svastica sul sole" ("The Man in the High Castle)" di Philip K. Dick. Ma quello era un libro del 1962 e la sua era una libera invenzione. Dopo il crollo del muro l'invenzione corrisponde invece a una finzione ben precisa. I romanzi di spionaggio sono in crisi perchè lo spionaggio non ha più ragion d'essere quando non c'è più l'Impero del male ma solo l'Impero del bene, che non serve a nulla per spiegare come mai il mondo è dominato dal male. Di qui la necessità di prolungare nella fantasia l'esistenza dei poteri totalitari. È troppo presto per inventare una seconda vita di Stalin ma Harris ha immaginato il trionfo del nazismo e le celebrazioni per il settantacinquesimo compleanno di Hitler nel 1964. A parte questo, tutto funziona come se ci fosse ancora il vecchio Impero sovietico, ribattezzato in nazista. Del resto, nonostante la vittoria nazista, nel libro la resistenza sovietica continua da qualche parte nell'estremo oriente.
Come in "1984" o nel "Mondo nuovo" di Huxley l'eroe è un integrato che grazie alla sua intelligenza e alla sua tenacia riesce a capire o almeno a intuire la verità, quindi si ribella ma naturalmente viene sconfitto. Sempre secondo la ricetta, è aiutato da una donna che qui è addirittura una giornalista americana poichè si sta preparando la distensione nazi-americana (era ora!) ed il presidente statunitense Joseph Kennedy sta per arrivare a Berlino in visita ufficiale.
Xavier March (il nome è già più anglosassone che tedesco) è un investigatore della squadra omicidi della Kriminalpolizei di Berlino che si imbatte in alcuni cadaveri eccellenti di alti papaveri nazisti del tempo di guerra. Costoro vengono eliminati d'ufficio perchè in atmosfera di distensione si vuole mettere del tutto a tacere lo sterminio degli ebrei. March si chiede come mai proprio questi tre eroi del Partito siano stati soppressi ad onta delle loro passate benemerenze, e così dalla routine dell'ispettore Derrick o Kress si vede proiettato nell'alta politica. Con qualche aiuto dell'americana scopre che i tre erano gli unici superstiti degli undici partecipanti al famoso convegno del Wannsee in cui si era decisa la "soluzione finale" della questione ebraica. Sentendosi minacciati, i tre avevano depositato i protocolli del convegno e altri documenti in una banca svizzera dove tenevano anche le opere d'arte rapinate durante la guerra, tra cui primeggia la "Dama con l'ermellino" di Leonardo (e viene il sospetto che questo sia un omaggio dell'autore al prototipo dei micidiali malloppi spionistici e cioè "Gorky Park", in cui svolge un grande ruolo il contrabbando di ermellini, veri e non dipinti). Alla fine in un crescendo di inseguimenti il fedifrago March, che ha fatto un salto in Svizzera per avere le prove verrà raggiunto e si suiciderà per sottrarsi alla cattura mentre la giornalista, che nel frattempo sempre secondo la ricetta è diventata la sua amante torna in libertà con i documenti dell'olocausto di cui il mondo libero avrà così contezza. Ma come andrà a finire la faccenda della distensione? Avrà luogo lo stesso o la pubblicità dell'olocausto la renderà impossibile? L'autore ci lascia nel dubbio.
Come volevasi dimostrare, il genere sopravvive alla "fine del socialismo" mantenendo intatti i suoi caratteri essenziali, con gioia dei critici strutturali che possono verificare l'invarianza degli schemi nonostante i rivolgimenti mondiali. Il mondo perisce, i bestseller restano. Le intenzioni di questo sono certo buone.
La supposta sopravvivenza del nazismo al di là dei termini reali permette di trattare un passato notissimo anche se rimosso come una riesumazione dovuta all'ingegno di un detective. E in questo mondo che crede solo alle simulazioni trasformare la verità in simulazione può forse giovarle. Harris cita una frase di una SS riportata da Primo Levi per cui i nazisti avrebbero comunque vinto la guerra contro gli ebrei perchè nessuno avrebbe creduto all'enormità dei loro delitti. È ciò che ora effettivamente avviene grazie a malfattori come Robert Faurisson & Co. Supponendo che abbiano vinto, il romanzo li smaschera. Ma fino a che punto? Per convincersene bisogna leggere l'appendice, dove si certifica la realtà di molti documenti citati. E chi legge le appendici dei romanzi?

 
 I vostri commenti 
20 recensioni presenti.  Media Voto: 4.6 / 5

 
Giacomo da Bologna (23-09-2005)
E' un libro fuori dal tempo, in cui si può respirare l'aria di una dittatura. Se si chiude gli occhi ci si può davvero calare in un mondo non avvenuto ma molto molto realistico. Mi è piaciuto il personaggio principale
Voto: 4 / 5

 
Francesco M. (04-07-2005)
Fatherland racconta dall’interno la vita in un regime dittatoriale, secondo il punto di vista di una persona, l’investigatore Xavier March, avvolta e minacciata dal sistema, che riescie tuttavia a smascherarne degenerazioni fino a scoprirne gli indicibili delitti. Nell’ipotetico Terzo Reich degli anni ‘60, in cui un ormai vecchio e invisibile Adolf Hitler ha disposto tutto nel migliore dei modi per il bene della razza ariana, March si ritrova divorziato e alcolista, vive distaccato dall’ufficialità dei suoi colleghi, nutrendo i suoi dubbi in lunghe notti insonni, pensando quale fosse stato il destino della famiglia ebrea della quale custodiva una foto... E’ nella disillusione del protagonista di fronte alla realtà/falsità che lo circonda il punto di forza del romanzo. Harris ci fa sapere solo ciò che March può conoscere, leggendo le notizie del Volkischer Beobachter, il caustico quotidiano del partito, ripassando a mente la ferrea legislazione tedesca volta a preservare la purezza della razza ariana, ascoltando la “Vedova allegra” di Lehar che risuona perennemente nelle stazioni e per radio, l’opera preferita del fuhrer, l’opera preferita di tutte le mamme del Reich, e così via, in una narrazione in cui non si può fare a meno di avvertire il controllo imposto alla società, ciò che è lecito fare e non fare all’interno di una dittatura comunemente accettata senz’ombra di pensiero critico da parte di una massa ignorante di persone controllate e manovrate a loro insaputa, ma nel loro piccolo soddisfatte. Indagando sulla morte di un ex funzionario del partito nazionalsocialista, March scopre la crisi in cui versa il sistema dittatoriale, che deve affrontare una sempre più logorante controguerriglia per mantenere il controllo del “lebensraum” ad est degli Urali, un inesorabile infittimento della rete burocratica per ingabbiare una società desiderosa di cambiamenti, le trattative per un movimento di distensione fra il Reich e gli Stati Uniti d’America, e deciso ad insabbiare con ogni mezzo un passato scomodo.
Voto: 5 / 5

 
Yappappeo (26-06-2005)
Quando lo lessi, anni fa, l'ho finito in un paio di giorni... poi me lo sono letto di nuovo. È un libro scritto in modo impeccabile; la storia sviluppa dei meccanismi perfetti dai quali è difficle staccarsi. P.S.: ...ne hanno fatto anche un film; ricordo di averne visto appena dieci minuti: decisamente scadente. Perciò, non fatevi fuorviare da un flop cinematografico...
Voto: 5 / 5

 

pier luigi d'amore  (27-03-2005)
e' un libro sconvolgente,soprattutto se si pensa che poteva succedere realmente.L'autore, partendo da fatti realmente e tragicamente accaduti,realizza un libro che ti coinvolge fin dall'inizio
Voto: 4 / 5

 

Renzo  (16-11-2004)
Il giudizio è positivo. é ovvio che Harris rinunci a grandi fette di suspense essendo il libro una ricostruzione storica; ci imbattiamo così in avvenimenti conosciuti o mutati virtualmente per effetto degli andamenti geopolitici che la vittoria del Reich ha trascinato con sè e in tal senso anche il fatto che sia la Soluzione Finale il perno della vicenda del romanzo ovvero un momento storicamente noto nei particolari e sviscerato in più campi, non toglie nulla alla bellezza del libro. Sono inizialmente inciampato sul presidente americano: credevo si trattasse di JFK! Mi pare del resto che Harris non citi il nome di battesimo Joseph nelle prime pagine, quasi l'autore volesse trarci in inganno. Forse mi sto sbagliando, andrò a rileggere le prime parti del libro per effettuare una breve ricerca. In base a tutto ciò avevo ipotizzato che uno degli eventi storici topici del XX secolo (la morte appunto di JFK del 1963, nel romanzo siamo nel 1964!) non avesse avuto mai luogo, chissà forse per effetto di qualche mancato coinvolgimento sovietico (i russi nel romanzo di Harris stanno sì mettendo in grave difficoltà il Reich nella resistenza orientale, ma sono ben al di fuori dal cerchio geopolitico delle potenze che contano). Alla sconfitta dell'uomo solo contro il potere, fa riscontro una visione ottimistica della natura umana: l'amore tra uomo e donna, come anche in POMPEI (vi invito a leggerlo , è il libro migliore di harris a mio giudizio), è incondizionato.
Voto: 5 / 5

 
Albys (09-09-2004)
Anzitutto cito un dato veramente strabiliante: 40 giorni per leggere questo libro. Nuovo record negativo. Eppure non mi è dispiaciuto, ma è capitato nel periodo storto per una lettura. Un thriller fantapolitico che alla fine si dimostra più un poliziesco che altro. Si, perchè la telecamera è sempre e solo puntata su Xavier March, poliziotto tedesco con qualche scrupolo sulla moralità nazista, e per tutto il libro si segue con lui un'indagine (a tratti davvero moscia) che porterà a scoprire qualcosa di peraltro a noi già ben noto. Ecco, diciamola tutta: manca la suspence della rivelazione. E' un peccato, perchè per il resto Harris ha confezionato un ritratto molto verosimile di una Germania totalmente padrona della mitteleuropa e che prospera nel culto di Hitler. Una società totalmente piegata su sè stessa, cinica e fredda. March cercherà una verità negata e arriverà fino in fondo. I personaggi mi sono sembrati un po' scialbi, non mi hanno acchiappato. Però bisogna ammettere che le ultime 100 pagine sono avvincenti, finalmente catturano e tengono avvinto il lettore. Scritto bene, non benissimo.
Voto: 3 / 5
 

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