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FATHERLAND
Nel 1964 Berlino è la capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali. Il
Presidente degli Stati Uniti decide di recarsi in Germania per trattare con
Hitler, ormai settantacinquenne e sempre al comando.
Alla vigilia dell’incontro un gerarca nazista muore misteriosamente.
Dalle indagini sul caso affidate a Xavier March, brillante investigatore berlinese, emerge il vivido ritratto di una società corrotta e scontenta, di un potere ancora forte, ma fatalmente destinato alla disgregazione. Un thriller fantapolitico raggelante e grandioso.
Un romanzo eccitante nato da un’ipotesi storica che fu sul punto di avverarsi e di cambiare il destino del mondo.
Cento milioni di padroni tedeschi, perfettamente sicuri di sé, avrebbero dovuto essere insediati in Europa con mezzi brutali, e garantiti nel loro potere dal monopolio di una nuova civiltà tecnica e dalla manodopera asservita di una popolazione locale sempre meno numerosa, formata da cretini analfabeti, malati e abbandonati, in modo che potessero avere il tempo libero per sfrecciare lungo le sterminate Autobahnen, ammirare l'ostello della Forza nella Gioia, la sede centrale del Partito, il Museo Militare e il Planetario che il loro
Führer avrebbe fatto erigere a Linz (la sua nuova Hitleropolis), visitare le gallerie d’arte locali e
ascoltare, addentando krapfen alla crema, le interminabili registrazioni della Vedova allegra. Questa doveva essere l‘Età Aurea Germanica, dalla quale neppure l’immaginazione avrebbe avuto il potere di evadere.
HUGH
TREVOR-ROPER
The Mind of Adolf Hitler
A volte la gente mi dice: «Attento! Ti troverai alle prese con vent’anni di guerriglia!». E una prospettiva che mi rende felice... La Germania rimarrà in uno stato di allerta continua.
ADOLF HITLER
29 agosto 1942
Stampe
& Ristampe
L'autore:
Robert Harris
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Pompei.
79 d.C. Venti ore alla catastrofe
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,40
Pompei, 79 d.C. Mancano solo due giorni
all'immensa eruzione del Vesuvio. È un'afosa settimana di fine agosto.
Lungo la costa i ricchi oziano nelle ville di lusso. Attorno a loro,
invisibili, si muovono gli schiavi costretti a subire l'ingiustizia della
propria condizione. La flotta navale staziona pacifica nel porto di Miseno.
In questo clima di calma apparente, solo un uomo è preoccupato:
l'ingegnere Marco Attilio, da poco responsabile dell'Aqua Augusta,
l'imponente acquedotto che rifornisce nove città del golfo. Giunto in
tutta fretta da Roma dopo che il suo predecessore è scomparso
misteriosamente, Attilio si rende conto che le sorgenti, per la prima
volta da tempo immemorabile, si stanno esaurendo e si mescolano con lo
zolfo.
 
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Pompei
Harris Robert ; Mondadori
€ 18,60
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I
diari di Hitler
Harris Robert ; Mondadori Attualmente
non disponibile su iBS
€ 8,40
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I
diari di Hitler
Harris Robert ; Mondadori
€ 18,59
Il 1° aprile 1983, l'autorevole storico Hugh
Trevor-Roper riceve una telefonata dal vicedirettore del "Times",
Colin Webb, che gli chiede di autenticare del materiale assolutamente
esplosivo proveniente dalla rivista "Stern": niente meno che i
diari privati di Hitler. Ma lo scoop che sembrava destinato a cambiare
l'interpretazione della storia del Novecento si rivelò una delle più
costose e sensazionali truffe dei nostri tempi: 60 quaderni apparentemente
di pugno del dittatore nazista pagati quasi quattro milioni di dollari,
che nel giro di due settimane risultarono solo una rozza contraffazione.
Robert Harris racconta l'incredibile vicenda di uno dei più paradossali
episodi del mondo dell'editoria.
 
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Archangel
Harris Robert ; Mondadori Attualmente
non disponibile su iBS
€ 7,75
Un libro emozionante e sorprendente, non si può far a meno di notare
che Harris scrive solo libri sul risorgere o sul continuare a prosperare,
di potenze quali il nazismo o il comunismo (si veda Fatherland).
 
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Enigma
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,00
E'il libro più bello scritto da Harris. Migliore sia di Fatherland sia
di Archangel. A differenza di questi ultimi ENIGMA non è un romanzo di
fantapolitica. La macchina usata dai tedeschi per criptare i loro messaggi
(da cui il romanzo prende il titolo) è esistita davvero! Ha ispirato
l'analogo film.
 
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Fatherland
Harris Robert ; Mondadori
€ 8,40
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Fatherland
Harris Robert ; Mondadori Attualmente
non disponibile su iBS
€ 16,53
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Le recensioni

recensione di Cases, C., L'Indice 1992, n.10
(recensione pubblicata per l'edizione del 1992)
In base all'ipotesi che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi
e dai giapponesi (ipotesi assai vicina alla realtà economica del dopoguerra)
sono già stati scritti molti libri tra cui un classico della fs, "La
svastica sul sole" ("The Man in the High Castle)" di Philip K.
Dick. Ma quello era un libro del 1962 e la sua era una libera invenzione. Dopo
il crollo del muro l'invenzione corrisponde invece a una finzione ben precisa. I
romanzi di spionaggio sono in crisi perchè lo spionaggio non ha più ragion
d'essere quando non c'è più l'Impero del male ma solo l'Impero del bene, che
non serve a nulla per spiegare come mai il mondo è dominato dal male. Di qui la
necessità di prolungare nella fantasia l'esistenza dei poteri totalitari. È
troppo presto per inventare una seconda vita di Stalin ma Harris ha immaginato
il trionfo del nazismo e le celebrazioni per il settantacinquesimo compleanno di
Hitler nel 1964. A parte questo, tutto funziona come se ci fosse ancora il
vecchio Impero sovietico, ribattezzato in nazista. Del resto, nonostante la
vittoria nazista, nel libro la resistenza sovietica continua da qualche parte
nell'estremo oriente.
Come in "1984" o nel "Mondo nuovo" di Huxley l'eroe è un
integrato che grazie alla sua intelligenza e alla sua tenacia riesce a capire o
almeno a intuire la verità, quindi si ribella ma naturalmente viene sconfitto.
Sempre secondo la ricetta, è aiutato da una donna che qui è addirittura una
giornalista americana poichè si sta preparando la distensione nazi-americana
(era ora!) ed il presidente statunitense Joseph Kennedy sta per arrivare a
Berlino in visita ufficiale.
Xavier March (il nome è già più anglosassone che tedesco) è un investigatore
della squadra omicidi della Kriminalpolizei di Berlino che si imbatte in alcuni
cadaveri eccellenti di alti papaveri nazisti del tempo di guerra. Costoro
vengono eliminati d'ufficio perchè in atmosfera di distensione si vuole mettere
del tutto a tacere lo sterminio degli ebrei. March si chiede come mai proprio
questi tre eroi del Partito siano stati soppressi ad onta delle loro passate
benemerenze, e così dalla routine dell'ispettore Derrick o Kress si vede
proiettato nell'alta politica. Con qualche aiuto dell'americana scopre che i tre
erano gli unici superstiti degli undici partecipanti al famoso convegno del
Wannsee in cui si era decisa la "soluzione finale" della questione
ebraica. Sentendosi minacciati, i tre avevano depositato i protocolli del
convegno e altri documenti in una banca svizzera dove tenevano anche le opere
d'arte rapinate durante la guerra, tra cui primeggia la "Dama con
l'ermellino" di Leonardo (e viene il sospetto che questo sia un omaggio
dell'autore al prototipo dei micidiali malloppi spionistici e cioè "Gorky
Park", in cui svolge un grande ruolo il contrabbando di ermellini, veri e
non dipinti). Alla fine in un crescendo di inseguimenti il fedifrago March, che
ha fatto un salto in Svizzera per avere le prove verrà raggiunto e si suiciderà
per sottrarsi alla cattura mentre la giornalista, che nel frattempo sempre
secondo la ricetta è diventata la sua amante torna in libertà con i documenti
dell'olocausto di cui il mondo libero avrà così contezza. Ma come andrà a
finire la faccenda della distensione? Avrà luogo lo stesso o la pubblicità
dell'olocausto la renderà impossibile? L'autore ci lascia nel dubbio.
Come volevasi dimostrare, il genere sopravvive alla "fine del
socialismo" mantenendo intatti i suoi caratteri essenziali, con gioia dei
critici strutturali che possono verificare l'invarianza degli schemi nonostante
i rivolgimenti mondiali. Il mondo perisce, i bestseller restano. Le intenzioni
di questo sono certo buone.
La supposta sopravvivenza del nazismo al di là dei termini reali permette di
trattare un passato notissimo anche se rimosso come una riesumazione dovuta
all'ingegno di un detective. E in questo mondo che crede solo alle simulazioni
trasformare la verità in simulazione può forse giovarle. Harris cita una frase
di una SS riportata da Primo Levi per cui i nazisti avrebbero comunque vinto la
guerra contro gli ebrei perchè nessuno avrebbe creduto all'enormità dei loro
delitti. È ciò che ora effettivamente avviene grazie a malfattori come Robert
Faurisson & Co. Supponendo che abbiano vinto, il romanzo li smaschera. Ma
fino a che punto? Per convincersene bisogna leggere l'appendice, dove si
certifica la realtà di molti documenti citati. E chi legge le appendici dei
romanzi?
20 recensioni presenti. Media
Voto: 4.6 / 5
Giacomo da Bologna
(23-09-2005)
E' un libro fuori dal tempo, in cui si può respirare l'aria di una
dittatura. Se si chiude gli occhi ci si può davvero calare in un mondo
non avvenuto ma molto molto realistico. Mi è piaciuto il personaggio
principale
Voto: 4 / 5 |
Francesco M.
(04-07-2005)
Fatherland racconta dall’interno la vita in un regime dittatoriale,
secondo il punto di vista di una persona, l’investigatore Xavier March,
avvolta e minacciata dal sistema, che riescie tuttavia a smascherarne
degenerazioni fino a scoprirne gli indicibili delitti. Nell’ipotetico
Terzo Reich degli anni ‘60, in cui un ormai vecchio e invisibile Adolf
Hitler ha disposto tutto nel migliore dei modi per il bene della razza
ariana, March si ritrova divorziato e alcolista, vive distaccato
dall’ufficialità dei suoi colleghi, nutrendo i suoi dubbi in lunghe
notti insonni, pensando quale fosse stato il destino della famiglia
ebrea della quale custodiva una foto... E’ nella disillusione del
protagonista di fronte alla realtà/falsità che lo circonda il punto di
forza del romanzo. Harris ci fa sapere solo ciò che March può
conoscere, leggendo le notizie del Volkischer Beobachter, il caustico
quotidiano del partito, ripassando a mente la ferrea legislazione
tedesca volta a preservare la purezza della razza ariana, ascoltando la
“Vedova allegra” di Lehar che risuona perennemente nelle stazioni e
per radio, l’opera preferita del fuhrer, l’opera preferita di tutte
le mamme del Reich, e così via, in una narrazione in cui non si può
fare a meno di avvertire il controllo imposto alla società, ciò che è
lecito fare e non fare all’interno di una dittatura comunemente
accettata senz’ombra di pensiero critico da parte di una massa
ignorante di persone controllate e manovrate a loro insaputa, ma nel
loro piccolo soddisfatte. Indagando sulla morte di un ex funzionario del
partito nazionalsocialista, March scopre la crisi in cui versa il
sistema dittatoriale, che deve affrontare una sempre più logorante
controguerriglia per mantenere il controllo del “lebensraum” ad est
degli Urali, un inesorabile infittimento della rete burocratica per
ingabbiare una società desiderosa di cambiamenti, le trattative per un
movimento di distensione fra il Reich e gli Stati Uniti d’America, e
deciso ad insabbiare con ogni mezzo un passato scomodo.
Voto: 5 / 5 |
Yappappeo
(26-06-2005)
Quando lo lessi, anni fa, l'ho finito in un paio di giorni... poi me lo
sono letto di nuovo. È un libro scritto in modo impeccabile; la storia
sviluppa dei meccanismi perfetti dai quali è difficle staccarsi. P.S.:
...ne hanno fatto anche un film; ricordo di averne visto appena dieci
minuti: decisamente scadente. Perciò, non fatevi fuorviare da un flop
cinematografico...
Voto: 5 / 5 |
pier luigi d'amore
(27-03-2005)
e' un libro sconvolgente,soprattutto se si pensa che poteva succedere
realmente.L'autore, partendo da fatti realmente e tragicamente
accaduti,realizza un libro che ti coinvolge fin dall'inizio
Voto: 4 / 5 |
Renzo
(16-11-2004)
Il giudizio è positivo. é ovvio che Harris rinunci a grandi fette di
suspense essendo il libro una ricostruzione storica; ci imbattiamo così
in avvenimenti conosciuti o mutati virtualmente per effetto degli
andamenti geopolitici che la vittoria del Reich ha trascinato con sè e
in tal senso anche il fatto che sia la Soluzione Finale il perno della
vicenda del romanzo ovvero un momento storicamente noto nei particolari
e sviscerato in più campi, non toglie nulla alla bellezza del libro.
Sono inizialmente inciampato sul presidente americano: credevo si
trattasse di JFK! Mi pare del resto che Harris non citi il nome di
battesimo Joseph nelle prime pagine, quasi l'autore volesse trarci in
inganno. Forse mi sto sbagliando, andrò a rileggere le prime parti del
libro per effettuare una breve ricerca. In base a tutto ciò avevo
ipotizzato che uno degli eventi storici topici del XX secolo (la morte
appunto di JFK del 1963, nel romanzo siamo nel 1964!) non avesse avuto
mai luogo, chissà forse per effetto di qualche mancato coinvolgimento
sovietico (i russi nel romanzo di Harris stanno sì mettendo in grave
difficoltà il Reich nella resistenza orientale, ma sono ben al di fuori
dal cerchio geopolitico delle potenze che contano). Alla sconfitta
dell'uomo solo contro il potere, fa riscontro una visione ottimistica
della natura umana: l'amore tra uomo e donna, come anche in POMPEI (vi
invito a leggerlo , è il libro migliore di harris a mio giudizio), è
incondizionato.
Voto: 5 / 5 |
Albys (09-09-2004)
Anzitutto cito un dato veramente strabiliante: 40 giorni per leggere
questo libro. Nuovo record negativo. Eppure non mi è dispiaciuto, ma è
capitato nel periodo storto per una lettura. Un thriller fantapolitico
che alla fine si dimostra più un poliziesco che altro. Si, perchè la
telecamera è sempre e solo puntata su Xavier March, poliziotto tedesco
con qualche scrupolo sulla moralità nazista, e per tutto il libro si
segue con lui un'indagine (a tratti davvero moscia) che porterà a
scoprire qualcosa di peraltro a noi già ben noto. Ecco, diciamola
tutta: manca la suspence della rivelazione. E' un peccato, perchè per
il resto Harris ha confezionato un ritratto molto verosimile di una
Germania totalmente padrona della mitteleuropa e che prospera nel culto
di Hitler. Una società totalmente piegata su sè stessa, cinica e
fredda. March cercherà una verità negata e arriverà fino in fondo. I
personaggi mi sono sembrati un po' scialbi, non mi hanno acchiappato.
Però bisogna ammettere che le ultime 100 pagine sono avvincenti,
finalmente catturano e tengono avvinto il lettore. Scritto bene, non
benissimo.
Voto: 3 / 5 |
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