IN SPIAGGIA PER ELIMINARE IL CATRAME
(da La Nuova Sardegna giovedì 14 settembre 2000)

SPECIALE EUROBULKER

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IN SPIAGGIA PER ELIMINARE IL CATRAME

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La protesta dei sindaci: chi pagherà la bonifica del territorio?
NAVE IN SECCA Mobilitazione in tutto il Sulcis

PORTOSCUSO. Una grande mobilitazione popolare per ripulire i bagnasciuga nel litorale ormai aggredito da onde di catrame. La decisione è stata messa a punto dalla Guardia costiera ausiliaria guidata dal comandante Bruno Cossu e dalla Direzione marittima della Sardegna guidata dal comandante Antonio Pagliettini. L'invito è rivolto a tutta la popolazione del Sulcis Iglesiente: uno slancio civile, domenica mattina alle 9 negli arenili di Spiaggia di Mezzo e Porto Paglietto armati di guanti e rastrello per raccogliere il catrame e assicurare così la praticabilità dei litorali nella prossima stagione.

Ieri sono arrivate le imbarcazioni più piccole e agili per effettuare le operazioni di recupero del combustibile che si trova nelle cisterne della motonave. Anche un mezzo operativo si è incagliato nella secca ma fortunatamente si è trattato di un modesto incidente senza conseguenze per le persone e per l'imbarcazione che sono tornate presto all'opera.

L'onda nera avanza e contestualmente sale la protesta degli abitanti del territorio che hanno visto scogliere, litorale e laguna contaminata dall'olio combustibile fuoriuscito dai serbatoi dell'Eurobulker IV incagliata da alcuni giorni sulla Secca Grande. Oltre le proteste dei pescatori della zona e degli operatori turistici, si cominciano ad avvertire le preoccupazioni dei sindaci dei quattro Comuni interessati che, nonostante le garanzie dell'Enel per un pronto smantellamento della carboniera e l'alibaggio del carbone, si stanno chiedendo con quali risorse si dovrà fare fronte alle spese per la bonifica del territorio. "Ancora una volta - sostiene preoccupato il sindaco di Gonnesa Pier Giuseppe Mandis - l'onere viene scaricato sulle amministrazioni locali. È chiaro invece a tutti che chi inquina paga, ma nessuno sa se le assicurazioni della nave, eventuali fidejussioni saranno in grado di coprire i danni provocati dalla marea nera. Bene, il Comune di Gonnesa dovrà trovare nelle pieghe del bilancio del Comune le somme per pulire la costa dal catrame. Il paese, giustamente, vuole sapere se dovrà intervenire il governo centrale o la Regione". Il sindaco di Gonnesa manifesta qualche preoccupazione anche per l'assenza, in questa fase, del Comitato dell'area ad alto rischio di crisi ambientale: "Avrei visto l'immediata convocazione del comitato per dare corso ad una serie di iniziative. I centri colpiti sono appunto quelli dell'area a rischio e nessun intervento è scattato a protezione del territorio".

La marea nera continua a minacciare le coste calasettane e quelle dell'isola di San Pietro. Le comunità tabarchine sono in allarme per la bomba ecologica. Le amministrazioni comunali di Carloforte e Calasetta levano le mani al cielo, sperando nella clemenza atmosferica fino al momento in cui la "bomba carboniera" verrà disinnescata.

Le cronache tuttavia non hanno mai registrato prese di posizione da parte delle amministrazioni comunali interessate per denunciare situazioni di grave precarietà nel transito di carboniere o ancora peggio di petroliere. Casi come questi, riportano dunque alla ribalta anche i disagi, più volte denunciati, di quella strana e pericolosa convivenza tra un porto commerciale e industriale a Portovesme. Imbarcazioni, che trasportano passeggeri, costrette a effettuare le manovre di accostamento alla banchina in spazi limitati tra due "fuochi" fermi nelle altre banchine: solitamente, una carboniera ormeggiata di proda sulla banchina commerciale a sinistra e una petroliera ormeggiata sulla banchina a destra.

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