ISOLA PIANA, UN PARADISO NEL FEUDO DI VILLAMARINA
(tratto da "La Nuova Sardegna" di Domenica 11 Agosto 2002)

SOMMARIO 2002


Rendiconto 2001/2002 errato?

ICI, saldo in cassa il 20 Dicembre


All'Isola il film inedito di Freddy Krueger


Agosto: corto circuito, Rais in fiamme


Come "Tensione": all'isola il marchese


Ferragosto sornione


Voglia di Isola Piana

Vacanze soft nelle vecchie case dei tonnarotti

Isola Piana, un paradiso nel feudo di Villamarina


Il VIP preferisce l'Isola Piana


Freddy Krueger all'Isola Piana


Piogge torrenziali all'Isola Piana


Isola, quanti fiori d'arancio


100.000 volte Isolapiana.com


Dufour & Co.: la moda all'Isola Piana

Lettera aperta di Gim Anselmetti

I prossimi interventi di manutenzione

Isolani, gente curiosa

L'isola delle libertà


Ultime sul collegamento all'ENEL


Marta, dall'isola al piccolo schermo

Già esaurito "Tensione" nelle librerie di Carloforte

"TENSIONE", il giallo ambientato all'Isola Piana

Isolapiana.com su "Il Secolo XIX"

"Quore", il primo film di Federica Pontremoli

Isola Piana anno zero


Un anno di Isolapiana.com

Il 2002 inizia con i mugugni

Altre notizie:

Notizie 2006

Notizie 2005

Notizie 2004

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Notizie 2002

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Notizie 2000

CARLOFORTE. Il Team Work del sito www.isoladisanpietro.org ci ha segnalato due articoli riguardanti l'Isola Piana apparsi Domenica 11 Agosto 2002 sul quotidiano regionale "La Nuova Sardegna". Ve li riproponiamo riportandoli qui di seguito affinché ne rimanga copia tra le notizie del nostro sito.

Il primo articolo è di carattere puramente descrittivo e, nonostante alcune piccole inesattezze, ben descrive l'isola. Il secondo articolo è invece un po' sul genere "gossip" ed è incentrato sui personaggi più o meno importanti che frequentano l'isola.

A voi la lettura.

MN

SULCIS

Isola Piana, un paradiso
nel feudo di Villamarina
Un'estate per pochi nel condominio di Festa, Locatelli e Freddy Kruger

Stefania Aoi

CARLOFORTE. Chi non ha mai sognato di abitare su un'isola tutta sua? Bene, c'è chi ha fatto del sogno una realtà. Sulla cartina della Sardegna c'è un puntino nero subito di fronte a Carloforte. Eccola lì, adagiata sulle acque cristalline del canale di San Pietro, la graziosa isola Piana (nella foto, uno scorcio). Un'isola privata, un'isola condominio. È un francobollo di terra, estesa su una superficie di appena 220.000 metri quadrati. Raggiunge nel suo punto più alto i 19 metri (da ciò il suo nome: Piana). Si potrebbe ribattezzare l'isola della tranquillità, per la pace che vi regna.
Qui, il rumore del mare che s'infrange sulla scogliera, non è coperto da quello del traffico.
Per forza, non sono consentite né automobili, né biciclette. Unico mezzo di locomozione: le macchinette elettriche della direzione.
Vietati anche gli animali domestici. Uniche presenze animali sono quella del gabbiano corso, padrone di questi cieli e colonizzatore discreto della zona "selvaggia" (parte non edificata e non curata dagli efficienti giardinieri), del geco, e ogni tanto di qualche falchetto.
Ma come giungere a "Fantasilandia"? Sono i volti abbronzati di Gianni e Serafino che, accolgono gli ospiti del condominio e li traghettano con il Villamarina III dal bel porticciolo turistico di Portoscuso, fino a quello di destinazione.
La Tilla (l'altra barca) parte da Carloforte. Il viaggio dura 10 minuti ed è un vero e proprio giro in giostra. Una gimcana sull'acqua.
Nel cabinato aperto entra qualche spruzzo vaporizzato che diffonde nell'aria un buon profumo di mare, l'odore che si respira sull'isola. Queste imbarcazioni sono veloci, potenti e viaggiano pressoché con ogni tempo.
All'arrivo, è la settecentesca palazzina rossa del marchese Salvatore Pes di Villamarina (diventato proprietario dell'isola nel 1711) a dare il benvenuto. Superba, sorge sul basso promontorio che sovrasta il porticciolo.
Guardandosi attorno dopo lo sbarco, subito, si riconoscono i segni di quella che un tempo era la vecchia tonnara. Persino le fioriere, contenitori in rame dove un tempo veniva bollito il tonno, riconducono a quell'antica attività di pesca, tanto radicata su queste coste.
Tutto l'abitato è stato ristrutturato da una società genovese, la Garaventa, che ha anche la proprietà di alcuni appartamenti. Appena oltre la banchina s'incontra un arco, oltrepassando il quale si arriva al cuore dell'isolotto.
Un grande cartello sulla parete avverte "Prima di inoltrarsi sull'isola presentarsi alla direzione". L'accesso su questo lembo di terra non è libero. Solo i condomini e i loro ospiti possono sbarcare.
L'edificio della direzione non era altro che una cisterna per l'acqua. Oggi questa risorsa primaria è abbondante grazie alla presenza di ben sette pozzi cui è collegata la rete idrica.
Autosufficienti anche per quel che riguarda l'energia elettrica: viene prodotta grazie a un generatore autonomo. Oltrepassando l'arco della "reception" ci si avventura tra deliziose casette, molte delle quali un tempo erano le abitazioni dei tonnarotti. In questi angoli suggestivi il prato inglese fa da padrone e le stradine che ne spezzano la continuità si curvano sinuose invitando il curioso a seguire il loro percorso.
Passeggiando su questi vialetti si arriva a Piazza della Meridiana (chiamata così per la storica meridiana che segna ancora, con esattezza, le ore del giorno). Questo il luogo di ritrovo, serale e non, degli abitanti dell'isola. Il bar omonimo (gestito dalla solare e sorridente Gloria), è un po' l'anima del villaggio. Luana e Cristina sono le simpatiche ragazze dell'Emporio, l'unico market dell'isola. Sempre su questa piazza s'affaccia un' elegante boutique, e infine il piccolo salone della parrucchiera-estetista.
Da qui è un attimo raggiungere la villa del Marchese, il bel parco che la circonda, e la splendida cappella esterna, dove ancora oggi (la domenica o il sabato), in periodo estivo, viene celebrata la messa.
La gente che gode di questo paradiso ha davvero un raro e invidiabile privilegio.
Il piano inferiore della villa è adibito a ristorante. Qui si possono ammirare gli originali lampadari del marchese e un grande tavolo da pranzo utilizzato per occasioni importanti. All'ingresso oltre al busto del nobiluomo, due epigrafi ricordano la visita nel 1862 dei principi Umberto, Amedeo e Oddone di Savoia e nel 1921 del Re in persona. Fuori dal palazzotto, gettando lo sguardo su una terrazza sul mare, l'occhio rimane attratto dal contrasto tra il rosso di un pavimento in cotto e l'azzurro delle due piscine (una per i bambini).
Sull'isola sono presenti anche due campi da tennis e uno da calcetto. Un altro ristorante pizzeria sorge sull'isolotto dell'Olio, uno scoglio collegato da un ponticello al resto dell'isola. Così minuscola ma ricca di storia e leggende. Pare che in passato prima della tonnara sia stata occupata da un convento di frati, poi da una colonia penale. Passò in proprietà a vari nobili genovesi e infine fu concessa al Marchese.
Gli eredi del nobiluomo dovettero venderla alla società che ne ristrutturò le abitazioni e la trasformò in un condominio residenziale.
Tanti i racconti di fantasmi avvistati, tra cui quello dell'ex padrone di casa scomparso pare in circostanze misteriose.

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