| QUORE, IL PRIMO FILM DI FEDERICA PONTREMOLI | ||
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L'8 Marzo è uscito nelle sale di Roma e Genova "Quore", il film d'esordio della regista e sceneggiatrice isolana Federica Pontremoli. Il film, girato ad Arezzo e distribuito dalla Lucky Red, è approdato nei cinema in coincidenza con la "Festa della Donna" ma le tematiche che affronta con sottile ironia sono femminili, non femministe, nel senso che si narrano i problemi delle donne secondo il loro punto di vista. "È con il cuore - spiega la regista - che le donne vivono la vita. Le cose non vanno mai come loro si aspettano e l'ironia femminile aiuta a filtrare imprevisti e combinazioni. Tutto alla fine sembra portare a una felicità che fa male, ma pur sempre una felicità. Un cuore ferito ma pur sempre un cuore, parola usata, abusata, logora: scritta con la Q il suo significato rimane sospeso...".
La protagonista di "Quore" è la 22enne Paola (Michela Noonan) che suona il contrabbasso nel gruppo rock "Oche selvagge" ed è ad un passo dall'intraprendere un importante tour europeo. In modo del tutto inatteso la giovane scopre di essere incinta senza sapere nemmeno chi ne sia il padre: Paola è una donna ormai matura ma non è assolutamente preparata al cambiamento che la nascita di un figlio le imporrebbe. Silvia (Carla Signoris), madre di Paola, è una dentista 40enne ormai affermata che in quei giorni, per uno strano scherzo del destino, si trova anche lei in dolce attesa e con una proposta di matrimonio che senza un figlio in arrivo non accetterebbe.
I bizzarri destini delle tre donne si intrecciano fra equivoci e fatalità, scanditi dall'ironia tutta al femminile che l'originale sceneggiatura e la regia di Federica Pontremoli hanno saputo imprimere con grande sensibilità.
Zac Crisaldi
"Quore" su internet: 1) Lucky Red (sito ufficiale) 2) Tamtamcinema 5) Video-s 6) Arezzoweb Immagini e note di regia tratte dal sito ufficiale allestito dalla Lucky Red |
Note
di regia Quello che più mi piace è ascoltare le persone che raccontano la loro vita cercando di trovare un filo. Le ascolto parlare e mi incanta la capacità, quasi un lusso, di commuoversi per particolari minimi e tagliare corto su eventi importanti. Mi piace quando la nascita, la morte, il tradimento e il matrimonio, diventano semplicemente la materia di cui è fatta una storia: è così che va avanti la vita. Mi incanta lo stupore con cui si svelano coincidenze, come a suggerirmi che un filo ci deve essere, per forza, dietro alle trame più complicate. E giurano che è tutto vero e io ci credo, perché la realtà non è mai come ci si aspetta. Quando ho pensato a "Quore" mi sono messa dalla parte di chi racconta, e subito è successa una cosa strana: mentre scrivevo in realtà ascoltavo, era Paola, la protagonista, che prendeva la parola e mi faceva vedere le cose a modo suo. Paola parlava e io le credevo. Ho cercato di tradurre in immagini quello che pensavo fosse il suo mondo, tra fantasia e realtà, sospensioni e accelerazioni, baratro e leggerezza. Paola guarda dritta negli occhi di chi ascolta, quando parla. Racconta la sua storia. Sa che quello che le è successo poteva accadere, ma sa anche che era veramente difficile da prevedere. Non era preparata, la vita l' ha colta di sorpresa, e lei lo ammette con un sorriso disarmante. Questo mi piace di lei. Federica Pontremoli |