L'ISOLA PIANA AFFONDERÀ NEL 2055?

SOMMARIO 2003


Tromba d'aria all'isola


Isolapiana.com in viaggio con Sanna


La rivolta degli isolani


Isola, è boom degli affitti


Legambiente: mare pulito all'isola


L'Isola Piana affonderà nel 2055?


Attentato a Carloforte


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ISOLA PIANA. Nel Gennaio di quest'anno il Televideo RAI ha dato una notizia allarmante: entro il 2090 il livello del mare della Sardegna sud-occidentale si alzerà di circa 30 metri. Se ciò fosse vero l'Isola Piana, che nel suo punto più alto quota soltanto 18 metri sul livello delle acque, dovrebbe essere completamente sommersa nel Giugno 2055.

In realtà la notizia deve essere fortemente ridimensionata ed i rischi reali ai quali l'isola sarà esposta avranno tutt'altra portata. Da studi condotti fin dal 1900 si è, infatti, potuto riscontrare che il livello medio del mare è aumentato progressivamente, incrementando la sua crescita in questi ultimi anni da 0,2 mm./anno a 0,7 mm./anno.

Il Mediterraneo presenta comportamenti anomali rispetto agli oceani: infatti dopo una fase iniziale di innalzamento delle acque, analogo a quello osservato a livello globale, sono apparse anomalie nei tassi di crescita, particolarmente evidenti negli ultimi trent'anni. Ma negli ultimi quindici anni invece il livello marino è rimasto pressoché stazionario o ha presentato diminuzioni, e questo andamento implicherebbe la formazione di una sorta di "scalino" nei pressi dello Stretto di Gibilterra.

«Cambierà l'aspetto dell'isola»

Gli studiosi ritengono che il livello del Mediterraneo non cresce a causa di anomalie nella dinamica dell'atmosfera (la pressione atmosferica nella superficie del mare è mediamente più alta e comporterebbe uno schiacciamento verso il basso della superficie marina) o a causa di anomalie del ciclo idrologico complessivo del bacino mediterraneo (è aumentata l'evaporazione delle acque mediterranee per il riscaldamento globale ed è diminuito, al tempo stesso, l'apporto idrico dei fiumi e delle acque interne per la riduzione delle precipitazioni; tutto ciò porta sia ad una crescita della salinità del Mediterraneo sia ad una diminuzione del livello marino).

I futuri cambiamenti climatici e le loro conseguenze non sono ancora del tutto chiari. L'area mediterranea possiede una vulnerabilità marcata verso gli eventi di tipo meteorologico (alluvioni, inondazioni, siccità) e di tipo naturale (terremoti, stabilità geologica e idrologica) ed i futuri cambiamenti climatici modificheranno questa vulnerabilità.

A noi interessano soprattutto i problemi che riguardano le conseguenze sull'ambiente marino costiero in relazione all'innalzamento del livello del mare. A questo fenomeno contribuiscono diverse cause, ma quella fondamentale sarà l'espansione termica degli oceani. 

Nel Mediterraneo l'innalzamento dovrebbe contenersi tra i 18 cm e i 30 cm entro il 2090.

«4.500 kmq di coste sommerse»

Questo scenario, sebbene non sia tragico come quello prospettato dal Televideo RAI, comporterà non pochi problemi pratici all'Isola Piana ed arriverà a modificare le abitudini dei pronipoti degli isolani. Infatti, la portata del fenomeno non è di scarsa rilevanza: senza considerare i movimenti verticali del suolo a cui è soggetto per sua natura geologica il territorio italiano, risulterebbero a rischio di inondazione circa 4.500 km quadrati di aree costiere e pianure: 25,4% nel nord Italia (alto Adriatico); 5,4% nell'Italia centrale (medio Adriatico e medio Tirreno); 62,6% nell'Italia meridionale (Golfo di Manfredonia e Golfo di Taranto); 6,6% in Sardegna (soprattutto zone occidentali e meridionali).

L'aumento del livello del mare nel Canale di San Pietro farà perdere del tutto, entro il 2090, i luoghi più gettonati dai bagnanti (passeggiata "Rimini", spiaggia dell'isolotto dell'Olio, "Scogli Piatti", "Scoglio di Saffo") ma in compenso creerà un'unica grande spiaggia sabbiosa nella zona sud-ovest dell'isola. Le strutture a picco sul mare (discoteca, abitato orientale) dovranno subire un massiccio intervento di consolidamento.

Analoghi problemi si presenteranno a Carloforte, dove in porto si dovranno realizzare nuove e più alte banchine; le spiagge della "Bobba" e della "Caletta" correranno il rischio di sparire per le variate condizioni di marea.

Va detto che l'area mediterranea, per il momento, non risulta tra le più critiche per problemi di popolazione a rischio di inondazione, ma rimane comunque fra quelle mondiali a più alta vulnerabilità.

Per di più l'invasione marina delle aree costiere basse e delle paludi costiere, fiancheggiata da minori capacità di ripascimento delle spiagge, accelera l'erosione delle coste e aumenta la salinità negli estuari e nei delta producendo una maggiore infiltrazione di acque saline negli acquiferi della fascia litorale.

Va sottolineato che, per quel che riguarda l'Italia, i cambiamenti climatici non tendono a creare nuovi rischi bensì ad accentuare ed amplificare rischi già esistenti. Sono a possibile rischio di inondazione e/o erosione costiera, secondo uno studio ENEA, non solo l'area veneziana e tutta la costa dell'alto Adriatico compresa tra Monfalcone (Go) e Rimini, ma anche aree costiere alla foce dei fiumi (Magra, Arno, Ombrone, Tevere, Volturno, Sele), a carattere lagunare (Orbetello, laghi costieri di Lesina e Varano, Stagno di Cagliari) e coste particolarmente basse o già soggette ad erosione (costa prospiciente Piombino, tratti delle coste Pontine e del Tavoliere delle Puglie). L'entità del rischio non è la stessa per tutte le zone sopra citate: è maggiore là dove esistono già problemi di subsidenza e problemi di erosione e di instabilità dei litorali, problemi questi che riguardano l'alto Adriatico e l'alto Tirreno.

La nostra isoletta può ritenersi salva… per un po'!

Alexia


L'Isola Piana nel 2090: in blu le aree costiere che saranno sommerse dal mare, in giallo scuro l'avanzamento delle spiagge

ECCO COME CAMBIERÀ L'ISOLA
2030 Dovranno avere inizio il lavori di rialzamento della passeggiata che, diversamente, verrebbe sommersa nel 2060. L'antico "Moletto VIP" è ormai sommerso".
2050 Saranno improcrastinabili i lavori all'isolotto dell'Olio: le acque avranno iniziato a corrodere la muratura a sud. Sarà perduta per sempre la piccola spiaggia dell'isolotto.
2055 Le acque e le maree creano una ampia spiaggia sabbiosa a nord dell'attuale spiaggetta che diviene progressivamente fondale marino.
2060 Sparisce sott'acqua gran parte della bassa scogliera a lato nord della pizzeria. Lo "Scoglio di Saffo" diventa impraticabile.
2080 Gli "Scogli Piatti" e gli scoglietti del lato sud diventano impraticabili per i bagnanti.
2090 Si rende indispensabile un consolidamento del porto ed un rialzo del molo fisso dove sono ormeggiate la barche di maggiori dimensioni. Il grande "Scoglio della Catena" è ormai una roccia affiorante a pelo d'acqua.

 


Come cambierà il livello dei mari

 

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