DUE ISOLANI IN CIELO
| VIVERE PERICOLOSAMENTE | ||
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SOMMARIO 2005
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LUCCA. È proprio il caso di dirlo, due isolani sono andati in cielo… ma sono ancora vivi! Eh sì, Elisabetta e Alessandro hanno provato il brivido del paracadutismo lanciandosi da 4.500 mt di altezza. 60 secondi di caduta libera da mozzare il fiato! È sabato mattina, sono le 9,00, Alex non lo sa ma Ely gli ha organizzato un lancio in tandem come regalo di compleanno. L’hangar della scuola di paracadutismo di Lucca è ancora semi deserto. Solo pochi altri temerari pronti ad affrontare una mattinata di briefing per prepararsi al lancio. Alex è entusiasta! Un paio d’ore dopo tutto è chiaro, l’istruttore ha spiegato le diverse fasi di volo, le possibili sensazioni, le posizioni da tenere durante la caduta libera e l’atterraggio ma anche, e soprattutto, le dotazioni di sicurezza. Semplice come un tuffo nel mare: un tuffo nell’aria. Ora anche Ely è convinta. Ha inizio l’avventura. I preparativi si alternano a momenti di riflessione: i pensieri fuggono e si rincorrono, l’incoscienza in certi casi è d’obbligo. Mettersi la tuta, provare gli esercizi ed essere imbragati: è un attimo e Alex ed Ely sono già sull’aereo che sta decollando. Quota 4.500 mt. Si apre il portellone. Concentrazione. Alex va giù. Precipita per diversi secondi. Poi va giù Ely. È un’emozione folgorante! Passano 5/6 secondi di caduta vera e propria, poi l’aria fa resistenza e il corpo galleggia come sospeso in mezzo al cielo. È strepitoso, bellissimo: l’aria diventa palpabile, il cielo un immenso abbraccio. Uno strattone forte e si apre il paracadute! Ora volano, sospesi oltre i 1.000 metri volteggiano decisi e leggeri fino a terra. Bè…lì capitombolano… ma non si può essere subito bravi in tutto! I due temerari ce l’hanno fatta! Complimenti! Al prossimo volo!
Zac Crisaldi |
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