ISOLA, € 300.000 ALLA REGIONE

  SARDEGNA, TASSA ILLEGITTIMA SUL TURISMO

SOMMARIO 2005


Sardegna, tassa illegittima sul turismo


Stefano e Luca Pozzolini a Torino 2006

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CAGLIARI. La Regione Sardegna ha varato la nuova salatissima tassa patrimoniale sulle seconde case, da versarsi annualmente nelle casse dell'Ente tramite la nuova Agenzia delle Entrate regionale (Legge Regionale 5 maggio 2006, n. 216/A). Ma non è tutto: con il medesimo contestatissimo provvedimento la giunta rossa della regione sarda ha tassato anche le compravendite immobiliari e le imbarcazioni da diporto. Per i condomini isolani si preannuncia un vero bagno di sangue, anche perchè la norma tributaria prevede una forte maggiorazione nel caso in cui l'immobile sia collocato in prossimità della costa. Ma non solo: con un'ulteriore tassa sono colpite le imbarcazioni di oltre 14 metri che approderanno in Sardegna dal 1° giugno al 30 settembre, salva l'esenzione per quelle che abbiano la disponibilità del posto barca.

La vicenda, che ha avuto risalto sui quotidiani nazionali, ha lasciato perplessi molti isolani: mentre alcuni suggeriscono l'organizzazione di iniziative concrete volte a contrastare le esose pretese del fisco sardo, altri lamentano che il nuovo tributo possa essere non in linea con le norme nazionali. I presupposti impositivi, infatti, sarebbero del tutto identici a quelli dell'imposta comunale sugli immobili ("ICI") ancorché maldestramente adattati ai soli turisti.

Il Presidente della regione Sardegna, Renato Soru (ex manager ed azionista di Tiscali, colosso del web e dell'informatica), ha serenamente dichiarato alla stampa nazionale «Non ho nulla contro i ricchi, ma fino a oggi la Sardegna non ha incassato un euro dalle seconde case dei non residenti.». Finalità della norma, infatti, non dovrebbe essere quella di punire chi ha investito i suoi risparmi per realizzare la casa nel paese natio, ma di recuperare risorse da chi “usa” e “consuma” le bellezze della Sardegna a fini speculativi (il mercato delle seconde case è molto florido ma lascia solo briciole nelle casse regionali). Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ("DPEF") promosso dal governo della regione a statuto autonomo prevede, dunque, il risanamento del deficit di cassa a spese dei turisti e - curiosamente - un nuovo impulso al processo di informatizzazione della regione: proprio il core business delle aziende dello setsso Soru.

Mentre molti Comuni di tutta Italia si avviano ad una progressiva abolizione dell'ICI grazie ad una riduzione dei costi superflui, ecco che con l'introduzione delle nuove tasse la Regione Sardegna si dichiara apertamente non in grado di operare un risanamento del bilancio se non nel modo più semplice: mettendo le mani nelle tasche dei turisti. Niente sofisticate politiche di bilancio per contemperare le esigenze di tutti, niente tagli alle spese inutili come ha fatto il Comune di Imperia dimostrando che ciò è possibile: chi governa la Sardegna non sembra esserne in grado, di qui le nuove tasse come un fulmine a ciel sereno.

Quanto costerà la nuova tassa agli isolani? Non occorre fare conti particolarmente complessi: Isolapiana.com ha stimato che l'erario sardo sfilerà dalle tasche degli isolani circa € 300.000,00 all'anno, mediamente € 1.080,00 per unità immobiliare. Dalle compravendite delle abitazioni il fisco potrebbe potenzialmente incassare dagli isolani fino a € 4mln circa! Il meccanismo tributario è, dunque, estremamente perverso: colpito il turista-proprietario che resta in Sardegna, pesantemente tassato chi tenta la fuga.

Le prime reazioni dei condomini non si sono fatte attendere: alcuni, con l'appoggio esterno del nostro sito, vorrebbero la costituzione di un organo collegiale incaricato di studiare il problema, individuando i profili di illegittimità e di incostituzionalità del tributo.

Zac Crisaldi

 

 Approfondimenti: la nuova tassa sul turismo

L'imposta regionale è stabilita nella misura di  € 900,00 euro per fabbricati di superficie fino a 60 metri quadri; 1.500 per case di superficie compresa tra 61 e 100 mq; € 2.250,00 per quelle di superficie compresa tra 101 e 150 mq; sino a € 3.000,00 all'anno per quelle tra 151 e 200 mq; per la superficie eccedente si pagherà € 15,00 a metro quadro.
Presupposto dell'imposta è che il fabbricato si trovi a una distanza inferiore ai tre chilometri dalla linea di battigia marina. Perciò tutti gli emigrati che hanno case in paesi lontani dal mare non dovranno pagare assolutamente nessuna imposta aggiuntiva.
L'imposta dovrà essere pagata dai soggetti che non hanno domicilio fiscale in Sardegna. La novità più significativa che è stata inserita dalla Commissione riguarda gli emigrati. Tutte le persone nate in Sardegna e i loro coniugi, anche se non hanno il domicilio fiscale nell'Isola, non sono soggetti a questa imposta. Per il momento restano esclusi dall'esenzione i figli degli emigrati che non siano nati in Sardegna. Non è escluso che il Consiglio regionale, se le norme della Comunità europea lo permettono, possa estendere il beneficio anche ai sardi di seconda generazione.

Il presente articolo non riflette posizioni nè ufficiali nè ufficiose del Condominio Villamarina e tanto meno del Circolo Nautico Villamarina che sono estranei alla redazione dell'articolo.


La tassa patrimoniale sarda colpirà
anche gli immobili all'Isola Piana
 
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Il testo originale della legge regionale Sardegna del 11 Maggio 2006 (formato PDF)

Articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore" del 19 Maggio 2006, pag. 25 (formato PDF)

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L'abolizione dell'ICI in alcuni Comuni

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