IN RICORDI DI
CARLO
L'improvvisa
scomparsa di Carlo Caporali
| LA PREMATURA SCOMPARSA DI CARLO CAPORALI | ||
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SOMMARIO 2007
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GENOVA. E' improvvisamente scomparso a 71 anni Carlo Caporali, isolano battagliero e innovatore, che non ha mai smesso di sorprenderci con la sue iniziative per modernizzare l'Isola Piana. Gli tributiamo un piccolo omaggio con le parole della figlia Alessia. «…io mi dico è stato meglio lasciarci Un attimo, un colpo e la porta si è chiusa, sbattendo. Calate le luci -blackout- il sipario è sceso piano piano e sulla scena è rimasto solo silenzio con un grande vuoto incolmabile e una eco in lontananza di passi alla Fred Astaire, già radi ormai nulli. Tutto così improvviso e repentino da lasciare senza fiato, nessun avviso preparatorio, solo un maledetto e sofferto bip con il quale colloquiare è risultato da subito improbabile. E ora tutto intorno solo incertezza, incredulità e falsa coscienza di ciò che è avvenuto. Vorrei tanto tornare indietro a ricercare un suo sguardo, un suo abbraccio o anche una delle sue “sfuriate” sempre da me ritenute, con un’indole adolescenziale, insensate e mai come ora mi avvicino a comprenderne i significati e l’amore. Vorrei tanto additare un quid e arrabbiarmi come pura e naturale fonte di sfogo ma, ahimè, non si può. Vorrei anche aggrapparmi ai se e ai ma sotto una visione totalmente distorta ma per fortuna mantengo ancora un minimo di lucidità. Vorrei che tutto questo fosse solo un brutto sogno. E vorrei poter di nuovo brindare con lui, a lui, giù sulla nostra Isola con un bicchiere di mirto, assieme a voi tutti. Vorrei non aver bisogno di questi luoghi comuni usati come panacea. In fin dei conti, prima o poi, dovrò porre un punto alle mie elucubrazioni e guardare la realtà, guardarla negli occhi per quella che è, accettarla e andare avanti. Proseguire la mia strada con tutta la forza, la tenacia e la determinazione che papà mi ha trasmesso, perseguire degli obiettivi e raggiungerli da leone senza abbassare la testa come lui, grintoso, ha sempre agito. Forse questi pensieri, proiettati verso un futuro più ignoto del solito, sono il solo farmaco catartico che possa avvicinarsi ad assopire ogni genere di ansia e di mancanza, farmaco in grado di farmi trovare magre consolazioni e falsi pretesti per evitare che laddove possa finire il mio amore, possa iniziare il mio egoismo che lo vorrebbe a tutti i costi e in ogni condizione ancora qui con me. Considerate queste mie righe come un simbolico ringraziamento verso tutti coloro che si sono stretti attorno a me, a mia sorella Chiara, a Marina (con la quale in tutti questi anni si è consolidato un rapporto strettissimo e un legame infinito) e ai miei fratelli Guglielmo e Riccardo. Perdonate la pomposità e la prolissità di questo scritto sincero nato come confidenza amicale ma, come ben sapete, la genetica non mente! E se qualcuno lassù ha deciso così un senso dovrà pur esserci… Alessia |
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